«Tubo vecchio, ma lavori velocissimi»
L’assessore Bartalesi sulla rottura in centro a Venturina: «Ma l’amianto in questa forma non è pericoloso»
VENTURINA. Rottura dell’acquedotto in via Dante, giungono le spiegazioni dell’amministrazione comunale per bocca di Vito Bartalesi, assessore all’urbanistica ed ai lavori pubblici.
«Il tratto di via Dante Alighieri - afferma Bartalesi - è un tratto particolarmente critico in quanto una grossa tubatura cammina sotto il manto stradale vicino a case e a negozi e le rotture di detta tubazione, che producono grandi sversamenti di acqua, generano forti disagi sia alla popolazione sia alla percorribilità stradale. La tubazione oggetto del guasto era stata posta in opera alla realizzazione dell’impianto di adduzione dal campo pozzi di Venturina, quindi si tratta di una tubazione vetusta».
Sono stati presi però recentemente dei provvedimenti per scongiurare almeno i problemi legati alla chiusura dell’acqua in caso di interventi.
«Nell’agosto del 2015 - prosegue Bartalesi - è stato compiuto un lavoro strutturale sull’acquedotto consistente nell’apposizione di valvole. Con queste, il punto di rottura dell’acquedotto può essere prontamente sezionato, cioè isolato, e l’acqua dopo un breve periodo tecnico di chiusura, può essere subito riaperta. Non a caso, le abitazioni della zona sud, nella vicinanza di campo pozzi in via Cerrini, si sono a malapena accorte dell’esistenza di un problema che ha richiesto la sostituzione di un tubo». Sulla necessità ricorrente di interventi parziali, l’assessore dichiara che «pur costatando il pronto intervento di Asa, che ha ripristinato il servizio rapidamente e con efficienza, quest’amministrazione richiederà ad Asa che è la titolare del servizio, di svolgere una valutazione sul tratto di tubazione medesima, per procedere eventualmente alla sua sostituzione in tutto il tratto di via Dante Alighieri, almeno fino all’incrocio con via Leonardo da Vinci; ciò al fine di evitare il ripetersi di guasti analoghi». Bartalesi coglie anche l’occasione per ridimensionare i pericoli legati alle tubazioni in amianto. «In primo luogo, tengo a precisare che le critiche sullo stato dell’acquedotto ed i materiali di cui questo è composto sono da rivolgere non all’amministrazione, ma a chi gestisce il servizio idrico, e quindi Aaa, di cui il comune di Campiglia ha solo il 2%. Ricordo che il socio di maggioranza è il comune di Livorno, con una quota del 46%, un comune che è gestito proprio dai 5 stelle, cui i pentastellati nostrani possono rivolgersi se ritengono che il servizio non sia ben gestito». Se è appurato che l’inalazione di amianto è nociva, si può dire lo stesso per l’ingestione, per esempio attraverso l’acqua del rubinetto? «Per quanto ci riguarda Asa gestisce il servizio in accordo con la direttiva UE 98/83/CE (recepita in Italia con decreto legislativo 31/2001, ndr), in base alla quale nella distribuzione di acqua potabile e sicura non si considera l’amianto un valore da controllare e non ne fissano i limiti. Se i 5 stelle pensano diversamente, si assumano la responsabilità di quanto affermato. Dunque, mentre con i valori di boro ed arsenico, abbiamo invitato Asa a rientrare nei parametri, non riteniamo di fare lo stesso con l’amianto». L’assessore Bartalesi conclude stigmatizzando tanto gli allarmismi «che finiscono per destabilizzare le comunità», quanto certe proposte come «questa di far sostituire il tubo dell’acquedotto senza pagarlo», poiché rappresentano un modo di fare complessivo che «non appartiene al mio modo di fare politica». Intanto, ieri gli operai del Cornia Manutenzioni hanno terminato i lavori sulle fogna delle acque chiare (il giorno prima era stato sostituito il vecchio tubo con una canna in Pvc di sei metri) ed hanno riparato il marciapiedi rovinato dalla perdita d’acqua.
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