Il Tirreno

Voucher per gli stagionali Cda della Parchi si divide

di Cecilia Cecchi
Voucher per gli stagionali Cda della Parchi si divide

L’ex dirigente Magona e Lucchini Di Martino, si sarebbe già chiamato fuori Oggi un incontro per andare oltre le incomprensioni e proseguire nel lavoro

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PIOMBINO. Scelto proprio per le capacità manageriali di organizzazione aziendale l’ex dirigente Magona e Lucchini Enzo Di Martino, si sarebbe già chiamato fuori dal nuovo consiglio di amministrazione della Parchi Val di Cornia.

O forse no.

Comunque, a meno di un mese dalla presentazione ufficiale (il 19 febbraio e con qualche polemica in diretta da parte del sindaco di Suvereto Parodi, “per le nomine serviva un bando pubblico”) il lavoro di presidente e consiglieri incontra qualche difficoltà di condivisione delle proposte.

Enzo Di Martino, tra l’altro, non c’era alla prima uscita pubblica del Cda in sala consiliare a Piombino, quando il sindaco Massimo Giuliani aveva spiegato le scelte fatte «prediligendo competenze», proprio per garantire ancora all’attività della Parchi valide basi d’azione; con Giuliani nell’occasione (oltre al presidente uscente Luca Sbrilli) il nuovo presidente, l’archeologo piombinese Francesco Ghizzani Marcìa e la giornalista Maria Antonietta Schiavina.

Il fatto. Di Martino, l’ideale per imprimere migliore organizzazione e risparmio alla Parchi, avrebbe proposto di pagare con voucher non solo i giovani “assunti” magari qualche giorno, nei periodi di massima emergenza, ma tutti i lavoratori stagionali occupati per sei mesi nella gestione di parchi e musei. Il pagamento che avviene attraverso “buoni lavoro” (voucher) è una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni, definite appunto “accessorie”, che non sono riconducibili a contratti di lavoro in quanto svolte in modo saltuario, e sì tutelare situazioni non regolamentate. Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento. Dunque sono garantite la copertura previdenziale all’Inps e quella assicurativa presso l’Inail. Però lo svolgimento di prestazioni di lavoro accessorio non dà diritto alle prestazioni a sostegno del reddito Inps (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.), pur riconosciuto ai fini del diritto alla pensione.

Insomma soluzione che non dev’essere sembrata delle migliori in consiglio. Dunque una rottura? Forse no, perché manca una lettera ufficiale di Di Martino. Anzi già oggi ci sarà un incontro negli uffici della Parchi Spa, per andare oltre le incomprensioni e proseguire il lavoro a servizio della Val di Cornia. Da considerare che solo il presidente riscuote un’indennità mentre invece i due consiglieri hanno scelto di non percepire alcun compenso.

@cecilia cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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