Il Tirreno

Aprire a Pasqua e Pasquetta è un servizio per i turisti. E ai dipendenti non dispiace

La Conad di Venturina (foto PaBar) e Antonio Cavicchi, titolare Conad Venturina
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La Conad di Venturina (foto PaBar) e Antonio Cavicchi, titolare Conad Venturina

Antonio Cavicchi (Conad Venturina) spiega perché il suo supermercato ha lavorato nelle feste

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VENTURINA. Dopo le polemiche dei sindacati per la decisione della Conad di Venturina e di Piombino di tenere i supermercati aperti nei giorni di Pasqua e Pasquetta, interviene Antonio Cavicchi, titolare della Conad di Venturina. Che spiega perché ha scelto di aprire: in una zona turistica il supermercato aperto è un servizio. E i dipendenti sono d'accordo nel fare i turni.

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L'intervento

È dall'anno 1999 che ho iniziato a tenere aperto il piccolo supermercato che gestivo, anche la domenica mattina. Dopo alcuni anni, altri negozi concorrenti hanno iniziato ad aprire anch'essi. Poi ho aperto anche tutte le domeniche pomeriggio. In quegli anni esistevano già la chiesa cattolica, le acciaierie, i sindacati, il senso civico e morale, la libertà imprenditoriale, l'intelligenza, la sensibilità e la cultura.

Forse però, non interessava a nessuno se in Val di Cornia il supermercato Conad era aperto o chiuso nei giorni cosiddetti “rossi sul calendario”.

Io però ero molto attratto dal territorio. Come ora del resto. La nostra campagna, i cipressi, le balle di fieno che arrivano fino sul mare, le spiagge il mare e la scogliera, il bosco, per non parlare del cibo e del clima. Il nostro territorio è per me il paradiso degli occhi e del palato.

Ho sempre voluto, sperato, cercato di farlo diventare un territorio turistico, attrattivo, unico ed ho sempre lavorato in tal senso, sperando di offrire il massimo del servizio e della fruibilità, vedendo il turista come un tesoro da coccolare, stupire appagare, per farlo tornare sempre e di più.

Non dico cosa penso della tassa di soggiorno e del fatto che un turista non possa fare l'abbonamento alla Parking pass per una settimana, che è il tempo in cui mediamente staziona in vacanza.

Desidero che coloro che vogliono spendere il loro tempo nella nostra Val di Cornia, possano avere sempre tutto ciò che vogliono, a loro disposizione: bar, ristoranti, tabacchi, distributori, alberghi, edicole e quei pochi musei che abbiamo. Tutto. E stare qui, a lungo, per poi tornare.

Per questo motivo, tutte le attività che gestisco direttamente o meno, hanno lo stesso input. Stare aperti e dare servizi a chi ha deciso di venire a spendere qui i propri soldi.

A chi chiedo di aiutarmi in questo? Ai dipendenti. Chi lavora nei giorni rossi percepisce una maggiorazione importante. Facciamo lavorare a rotazione, ma tutti quanti danno disponibilità e riscuotono in modo adeguato.

Personalmente sono ateo, ma abbiamo dipendenti cristiani, buddisti, testimoni di Geova, atei e forse ebrei, non lo so e non m'importa, perché rispetto tutti in egual modo e accetto le loro decisioni in merito a queste scelte.

C'è chi sente la necessità di andare e partecipare alla Santa Messa e ci può andare, chi invece no e preferisce lavorare.

Il 2 giugno, il 25 aprile, il Primo maggio, Ferragosto, sono momenti in cui il nostro territorio scoppia di turisti. C'è chi dice che non serve stare aperti, tanto ciò che s'incassa in quel giorno lo si perde nei giorni successivi.

È una cavolata: chi è presente in quei giorni nella Val di Cornia turistica, il giorno successivo torna a casa sua. Però capisco che non tutti facciano il mio lavoro e quindi non possono fare analisi di questo tipo. Qualcuno invece dice che bisogna orientare gli acquisti in altri giorni. Se ci riesce è veramente: bravo!

Altri indicono scioperi, per offrire la possibilità a coloro che non vogliono lavorare, di aderire e avere un motivo giustificante. È una scelta coerente con la loro attività, ma non la capisco. Nei negozi che gestisco, questo bizzarro strumento dello sciopero non serve, perché chi non offre la propria disponibilità a lavorare in certi giorni, non viene chiamato a farlo.

Capirei molto invece, se le organizzazioni sindacali si battessero per aumentare lo stipendio di chi lavora in certi giorni. In ogni modo a questo ho cercato di rimediare, prevedendo maggiorazioni importanti. Perché dico bizzarro strumento dello sciopero?

Perché ricordo ancora un fenomeno particolare, in cui in Val di Cornia erano stati indetti due scioperi nello stesso giorno, uno per il diritto a lavorare dei dipendenti delle acciaierie e l'altro per il diritto a non lavorare dei dipendenti del commercio. Bizzarro vero?

Quando apriamo in certi giorni, i nostri supermercati sono pieni di persone che vengono a fare la spesa. Una moltitudine di turisti si rifornisce di tutto ciò che gli occorre. Non penso di bestemmiare, di avere comportamento antisindacale, di ledere i diritti dei lavoratori, dei cristiani, della Repubblica o altro. Io ho investito tutta la mia vita e famiglia nel mio percorso imprenditoriale.

Diamo lavoro diretto a 130/140 persone, e in certi giorni molte aziende del territorio sono presenti nei nostri punti vendita con le loro produzioni. Con ciò che incassiamo, paghiamo i contributi alle amministrazioni locali, le tasse allo Stato, gli stipendi a tutti i nostri lavoratori, molti dei quali, in questi ultimi mesi, tra il 2015 e il 2016 sono stati stabilizzati.

Molte ragazze e ragazzi, nel momento in cui ho comunicato la stabilizzazione del loro contratto, sono scoppiati a piangere e si sono rallegrati perché i clienti apprezzano il nostro lavoro e ci premiano quotidianamente. Il Natale ed il primo giorno dell'anno invece siamo chiusi, perché in quel periodo, il territorio può fare a meno di questo servizio, purtroppo! La vocazione turistica invernale non appartiene alla Val di Cornia.

Io voglio lavorare, dare lavoro, far crescere la mia azienda e il territorio dove viviamo. Cerco di farlo ascoltando il mio cervello, la mia coscienza e la voce delle ragazze e dei ragazzi che lavorano con me. Se avessi la sensazione di aver fatto violenza alla libertà morale o spirituale dei miei dipendenti, cambierei modo di fare.

A volte devo prendere decisioni impopolari, a volte mettere la faccia sul giornale e prendere schiaffi da coloro che hanno veramente a cuore il popolo, nelle più ampie sfaccettature dell'individuo: la spiritualità, il senso civico, il senso morale, il diritto, la libertà. Io so che il mio datore di lavoro è il cliente.

Quanto più il territorio è attrattivo, tanti più clienti ci saranno. Spero pertanto, che il mio datore di lavoro continui a pagarmi lo stipendio, premiando il nostro territorio ed i servizi offerti.

In questo momento i negozi Conad sono colmi di turisti, gestori di attività quali bar, ristoranti e agriturismi, ma c'è anche tanta gente del posto che ci ringrazia per il servizio. Fino a quando non commetterò infrazioni alla legge stando aperto e offrendo servizi vari, continuerò a farlo e chiederò ai miei dipendenti la disponibilità a lavorare. Ci sarà chi vuole e chi no. Questa è libertà: scegliere. 

Antonio Cavicchi (titolare Conad Venturina)

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