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Scrutatori, la lista civica contesta i criteri di nomina
Comune dei Cittadini: «È stato abolito il sorteggio, non ci sono più regole: sarebbe meglio dare un vantaggio all’esperienza. E preferire i disoccupati»
CAMPIGLIA. La lista civica interviene sui criteri di nomina degli scrutatori per le elezioni, criticando il sistema attuale.
Sarebbe iniqua, secondo il gruppo consiliare di minoranza, l’attuale modalità di scelta degli scrutatori elettorali, in quanto “distorsiva del rapporto tra politica e cittadino/elettore.”
Perché? Perché abrogato il sorteggio, la nomina degli scrutatori viene effettuata dalla commissione elettorale, composta ovviamente dagli esponenti del consiglio comunale. Il punto è, sottolinea Comune dei Cittadini, che “La legge non indica alcun criterio di scelta, di conseguenza con questo metodo la nomina di uno scrutatore nel seggio non può prescindere dalla conoscenza diretta o indiretta di questo ultimo con un componente della commissione. Dato che il componente della commissione rappresenta sì i cittadini, ma è anche espressione di una forza politica, questo può dar luogo ad un legame di riconoscenza, magari inconsapevole, tra cittadino e politico. Nelle passate elezioni la Regione aveva, giustamente, dato l’indicazione di preferire nella nomina, persone che avevano autocertificato lo stato di disoccupazione o di assistenza sociale, ma per tutti gli altri qual è il discrimine nello scegliere Caio o Sempronio nell’albo degli scrutatori?”
Il criterio attuale, insomma, ad avviso della lista civica, si presterebbe a favoritismi, e pertanto necessiterebbe di essere riformato; inoltre, è vero che per la singola elezione l’importo corrisposto allo scrutatore si aggira tra i € 100 e € 200, ma se “teniamo conto che tra elezioni europee, amministrative, regionali e nazionali si vota una volta all’anno e si ci mettiamo i referendum anche di più”, le cifre non sono più tanto irrisorie.
La proposta? Nell’ottica di rimettere nel giusto alveo il libero rapporto tra cittadino e politica, sarebbe quella di ispirarsi a due principi: “l’esperienza e le capacità dimostrate nel lavoro di scrutatore nelle elezioni precedenti”, allo scopo di nominare un componente che garantisca il buon funzionamento del seggio, e l’altro “favorire chi si trova in stato di disoccupazione, assistenza sociale, o stato di indigenza in base ai parametri isee.
Dopo questi, gli altri componenti verrebbero sorteggiati. “In questo modo - si conclude - verrebbero tutelati il pari accesso alla carica di scrutatore e l’efficienza del servizio”.
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