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Pasqua e Pasquetta, la Conad resta aperta

Pasqua e Pasquetta, la Conad resta aperta

Polemica dei sindacati per la scelta di Piombino, Venturina e San Vincenzo «Bisogna cominciare a pensare a una società che non sia solo consumismo»

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PIOMBINO. Tutti barricati dietro un muro di silenzio. Nessun responsabile di negozio che prenda una posizione. Ma è un fatto che la catena di supermercati Conad non badi tanto per il sottile, l'economia dei consumi deve girare sempre e comunque, Pasqua compresa, e i tre punti vendita di Campiglia Marittima (Venturina), Piombino e San Vincenzo oggi rimangono aperti. Come i negozi Conad del centro storico di Firenze. Mentre tutti i punti vendita Coop ed Esselunga in giro per la Toscana oggi avranno le serrande abbassate. Ma i sindacati Cgil Cisl e Uil non ci stanno a queste aperture festive e hanno proclamato una sfilza di scioperi dei lavoratori del commercio che cominciano proprio oggi, il giorno di Pasqua, e saranno indetti anche per Pasquetta, 25 aprile e 1 maggio. «Noi abbiamo proclamato lo sciopero - spiega Pieralba Fraddanni, segretaria provinciale della Filcams Cgil - perché bisogna cominciare a pensare un modello di società diverso da quello basato sul consumismo. Quando invece si decide di tenere aperto il giorno di Pasqua o il giorno della Liberazione, il 25 aprile, si trasmette ai cittadini un messaggio che è contrario ai valori fondamentali della vita delle persone, valori che sono sia religiosi che civili. Possibile che non si riesca a capire che si può invitare allo shopping anche i giorni precedenti o i giorni successivi? Che per le festività più importanti del nostro Paese si può rimanere chiusi?» Vallo a dire al responsabile di zona Conad, Cavicchi, che si trincera dietro un no comment. Dal punto vendita di Campiglia, però, qualche considerazione a denti stretti salta fuori. Non è tanto per gli abitanti della zona che i supermercati Conad rimangono aperti. Loro la Pasqua la passano in famiglia o al ristorante. Sono i primi vacanzieri della stagione che sono arrivati il fine settimana negli agriturismi che fanno un salto al punto vendita. Magari per uno spuntino. Magari per pane e salame. E gli incassi la Pasqua dell'anno scorso non sono andati così male. Non la pensano allo stesso modo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs regionali che ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi. «Le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive attuate dal decreto Salva Italia- dicono in una nota stampa congiunta -, si sono rivelate negative, non hanno portato nessun aumento dell'occupazione, nessun aumento dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, aumentato la precarietà e l'assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro. Per questo Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana riconfermano la necessità di modificare la legge sulle liberalizzazioni e chiedono che venga discussa in aula nota la proposta di riforma».

Samuele Bartolini

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