Il Tirreno

Via le erbacce, Villa pronta alla riapertura

di Luca Centini
Via le erbacce, Villa pronta alla riapertura

Ieri la presentazione del nuovo cda della Fondazione, Marini: «Passo importante». A fine aprile via alle visite del sito

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PORTOFERRAIO. Le erbacce non ci sono più. La villa romana delle Grotte è pronta per riaprire i battenti (il Comune conta di farlo a partire dal 25 aprile). E, soprattutto, la fase buia iniziata con la chiusura in seguito allo strappo tra la proprietà e gli ex gestori di Archeo Color, sembra essere finalmente alle spalle.

Ieri pomeriggio il vice sindaco Roberto Marini ha riaperto il cancello del sito archeologico, chiuso al pubblico dal settembre del 2014. «Un momento importante», ha sottolineato lo stesso Marini, accompagnato sul posto dai membri del nuovo cda della Fondazione Villa Romana delle Grotte: Cecilia Pacini (nominata presidente), Angelo Del Mastro e Alessandro Pastorelli. In questi giorni gli operai della società Archimede hanno sottratto al degrado la villa romana, risalente al I secolo a.C., compiendo un’accurata opera di sfalcio dell’erba e facendo così riaffiorare i resti delle mura che dominano la rada di Portoferraio, in una posizione panoramica da favola.

«Oggi ci reimpossessiamo fisicamente della villa romana delle Grotte – ha spiegato il vice sindaco Roberto Marini – era un momento atteso da tutta l’Elba, del resto questo sito completa il circuito museale della città, che non può non puntare sulla cultura per dare un nuovo impulso al turismo».

È stato un percorso altalenante quello compiuto in questi anni dalla Villa romana delle Grotte, di proprietà della Fondazione che fa capo all’ex parlamentare Marcello Pacini, che in seguito alla riorganizzazione della Fondazione è stato nominato in qualità di presidente onorario. Per anni la villa è rimasta fuori dalla portata dei visitatori, chiusa al pubblico e al centro di numerose polemiche. Nella primavera del 2014, nell’ultima fase dell’amministrazione Peria, il sito archeologico fu finalmente riaperto. Per un’estate è diventato un centro nevralgico del circuito culturale della città, sotto la gestione delle giovani archeologhe di Archeo Color. Ma in autunno l’inatteso strappo con la proprietà ha portato ad una nuova chiusura del cancello. L’amministrazione di Portoferraio ha lavorato con la proprietà per giungere alla riapertura: la formula scelta è stato quella del coinvolgimento diretto, con l’ingresso dello stesso Comune all’interno della Fondazione. «Mancano solo pochi passi per giungere alla riapertura, serva ancora un po’ di pazienza – spiega Marini – ma possiamo dire che questa volta la riapertura sarà duratura. Ringrazio pubblicamente Marcello Pacini che ha mostrato una grande disponibilità in questi mesi».

In questi giorni il Comune di Portoferraio ha incontrato la Soprintendenza archeologica di Firenze: sono stati analizzati nel dettaglio i problemi relativi alla sicurezza del sito, che ha passato a pieno l'esame. Il nuovo cda si è riunito due volte in pochi giorni, definendo un ampio programma di rilancio della Villa.

Il vice sindaco Roberto Marini ha annunciato come sarà la società partecipata Cosimo de’ Medici (il Comune è tutt’ora alle prese con il rebus del riassetto della società) in collaborazione con la Fondazione ad occuparsi della gestione del sito (apertura, chiusura e bigliettazione), con la Fondazione che apre al contributo e al coinvolgimento di professionalità esterne per progetti di valorizzazione e fruizione. Il vice sindaco ha spiegato come l’amministrazione riattiverà i contatti con Laura Pagliantini, una delle archeologhe che hanno gestito la Villa nel 2014. La stessa Fondazione conta di poter reperire finanziamenti pubblici e privati per rendere solida la riqualificazione e il rilancio della villa romana.

Non è dunque escluso che la Villa romana delle Grotte, parte integrante del circuito culturale della città, possa essere compresa in un progetto di bigliettazione unica assieme ai musei e ai siti gestiti dalla Cosimo de’ Medici. «Ma non è escluso – ha aggiunto Marini – che in questa logica possano essere inserite anche le ville di Napoleone, la cui direzione è statale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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