Il Tirreno

Rebrab: ok a Sms per il forno

La stessa azienda fornirà il treno rotaie. Aferpi metterà a gara le opere civili

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PIOMBINO. Issad Rebrab ha firmato con Sms Demag l’accordo «per la «fornitura della nuova acciaieria elettrica e del nuovo impianto di laminazione rotaie».

A darne l’annuncio nella tarda serata di giovedì è stata Aferpi, che parla di un’intesa per impianti «con le tecnologie più all’avanguardia in termini di qualità e produttività: un’acciaieria elettrica della capacità di oltre un milione di tonnellate, dotata di tecnologia ultramoderna per la produzione degli acciai ultraspeciali e caratterizzata dagli ultimi ritrovati in fatto di riduzione del consumo energetico e un nuovo impianto di laminazione di ultima generazione della capacità di 750.000 tonnellate in grado di produrre rotaie da 120 metri garantendo la possibilità di produrre anche travi, palancole e profili in acciai speciali».

Si tratta non dell’acquisto – per il quale servirà il finanziamento delle banche successivo alla presentazione del progetto esecutivo – ma di un accordo che prevede per una cifra intorno ai 250 milioni la fornitura degli impianti e appunto del progetto esecutivo, per il quale serviranno un paio di mesi. Per le opere civili e le strutture di servizio invece Aferpi provvederà per conto proprio con gare specifiche.

Era questo comunque quanto era stato promesso da Rebrab al Governo nell’ultimo incontro al Mise: una sorta di lettera d’intenti, che già impegna finanziariamente l’azienda per la progettazione, e i cui possibili sviluppi sono attesi nei prossimi mesi.

Luciano Gabrielli, segretario Fiom, sostiene che «ora si può partire per programmare il futuro. Quest’accordo, grazie al sacrificio dei lavoratori e alla linea ferma del sindacato, ci dà l’energia per continuare nel lavoro di gruppo con le istituzioni. Ma certo, pensando anche all’Accordo di programma, agli impegni sul costo dell’energia alla Magona, agli ammortizzatori sociali per le imprese, alla 398, ora servono fatti e non proclami».

«È una notizia che aspettavamo da mesi - afferma Lorenzo Fusco, ccoridnatore Rsu Uilm - si tratta di un primo passo per la realizzazione del piano Cevital, un passo importantissimo per la rinascita del sito industriale di Piombino».

Per Fausto Fagioli, segretario Fim, «dopo tanti mesi di trattative e di lavoro intenso finalmente arriva una buona notizia per lo sviluppo della città, del territorio e del Paese».

Fim, Fiom e Uilm a questo punto si pongono «l’obiettivo del gennaio 2019 per la prima colata, e della solidarietà per tutti i lavoratori che rientreranno entro il 6 novembre in Aferpi. Ma intanto serve anche la formazione, per rimettere nel circuito produttivo tutti i lavoratori delle imprese. Certo bisogna andare avanti, ora Rebrab dovrà chiarire in tempi brevi quali sono le aree che intende occupare per gli altri investimenti, perché si tratta di terreni potenzialmente appetibili anche per altre aziende».

Decisamente soddisfatto il presidente della Regione Enrico Rossi: «Ci siamo impegnati molto perché Piombino tornasse a produrre acciaio e oggi si è fatto un grande passo avanti», dice il governatore in una nota, ringraziando poi Issad Rebrab, «che sta mantenendo gli impegni. Chi come Grillo aveva approfittato della crisi parlando di noi come “peste rossà dovrebbe chiedere scusa. Chi come il presidente di Federacciai Antonio Gozzi aveva denigrato l’intera operazione dovrebbe fare un pò di autocritica». Infine un «abbraccio grande al compagno Mirko Lami della Cgil, che si è battuto con serietà e coerenza».

«Queste scelte ci riporteranno ai vertici della produzione e della lavorazione dell’acciaio nel mondo – sostiene infine il sindaco Massimo Giuliani – La decisione di che cosa produrre e come produrre è determinante per stare su un mercato difficile come quello dell’acciaio. In questo senso l’azienda ha compiuto un attento percorso di valutazione che ha portato oggi ad annunciare questo primo passo fondamentale per il futuro dello stabilimento. Tutta Piombino – conclude il sindaco – crede nel progetto indicato nell’Accordo di programma che si sostanzia in una reindustrializzazione moderna, quella tracciata da Aferpi, e in una diversificazione dei motori dello sviluppo economico che porteranno in un percorso ancora complesso benefici occupazionali per tutto il territorio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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