Il Tirreno

La prudenza è d'obbligo

Cristiano Lozito

Il commento. Ora è decisivo il finanziamento delle banche

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PIOMBINO. A un mese dalla scadenza dell’ultimatum dei sindacati e con le pressioni del Governo, che dopo otto mesi non poteva dal punto di vista politico accettare altri rinvii, l’accordo con Sms Demag sulla progettazione e la fornitura dell’acciaieria elettrica e del treno rotaie di Aferpi era un elemento indispensabile.

Senza questo passo – non un contratto d’acquisto, ma un accordo sul quale inizialmente Rebrab spenderà intanto qualche milione per il lavoro di progettazione – sarebbe stato inimmaginabile un futuro per Aferpi.

Ma, nella giornata in cui, dopo mesi di apnea la città ritrova giustamente un po’ di speranza per il futuro, la prudenza è d’obbligo.

Non c’entra in questo caso aver “fede” o meno nelle promesse di Rebrab, un imprenditore che sta mostrando vitalità e imprevedibilità (la fabbrica in Brasile con l’afo piombinese, una tv in Francia, uno stabilimento di elettrodomestici in Algeria), oltre a un a grande capacità nella trattativa, che lo ha portato a spuntare uno sconto importante, al termine di una giornata in cui invece si era temuto il fallimento delle trattative con Sms Demag.

C’entrano invece le difficoltà oggettive di un’operazione che resta ciclopica e che – è bene sia chiaro a tutti – è appena all’inizio e che deve far intendere come ancora molto, moltissimo, ci sia da fare. Rebrab si è mosso molto bene.

L’accordo con Demag è per un forno con caratteristiche tali da limitare al massimo le emissioni inquinanti. Questo gli dovrebbe consentire di accedere ai 30 milioni promessi dalla Regione (ex Corex) e ad avere la disponibilità di una somma che potrebbe essere tra i 100 e i 150 milioni con i “certificati bianchi” del Governo, ossia gli incentivi economici in forma di finanziamenti a chi installa tecnologie ad alta efficienza energetica riducendo l’impatto ambientale.

Ma tutto ciò ovviamente non basta: se circa 250 milioni sono il prezzo per il “cuore” dei due impianti, ne serviranno almeno altrettanti per realizzare le opere civili in Padule e per acquistare le strutture di servizio dell’acciaieria elettrica.

E qui entrano in gioco le banche, che per finanziare il piano vogliono capire quanto Rebrab metterà nell’operazione e attendono il progetto esecutivo che Sms fornirà entro un paio di mesi.

Anche in questo caso c’è il sostegno del Governo ma con la situazione attuale non sarà comunque facile trovare banche disposte a finanziare con somme ingenti un’impresa siderurgica che di per sé, con quanto sta accadendo nel settore e più in genere nell’economia mondiale, non è certo garanzia di profitti: Rebrab può vincere anche questo tipo di partita, ma non è ancora il tempo dei festeggiamenti.

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