Il Tirreno

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Conca d’oro, ecco la cioccolata

di Annalisa Mastellone
Conca d’oro, ecco la cioccolata

L’azienda di Venturina ora pensa anche a una scuola per il “food”

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VENTURINA. Un trionfo di uova e colombe artigianali, nel segno della naturalità e della salute.

È la Pasqua della “Conca d’oro”, la pasticceria e cioccolateria venturinese ormai famosa oltre i confini della Val di Cornia.

Una “bottega del gusto” nata nel 1986 e in cui Domenico D’Affronto crea ogni giorno proprio come un artigiano, con l’obiettivo, da sempre, di offrire prodotti “che fanno bene” e non solo al palato.

«Come al solito per la Pasqua va forte il nostro cioccolato, e da svariati anni abbiamo implementato la produzione dei dolci tradizionali, in questo caso la colomba (classica, al cioccolato e all’olio extra vergine d’oliva) – ci spiega D’Affronto -. Fondamentale, in tutto ciò che produciamo quotidianamente, è la ricerca, che mira a valorizzare l’elemento salutistico. Pertanto, oltre che l’utilizzo di materie prime d’eccellenza e il non uso di conservanti e sostanze chimiche, ci basiamo soprattutto su ciò che è naturale, ed è ciò che deve fare un artigiano. Nelle nostre colombe ad esempio, ma anche nei panettoni natalizi, impieghiamo il lievito madre e di conseguenza il prodotto si conserva per 20 o 30 giorni. Basilare quindi, nella pasticceria come la intendo io in generale, è consumare prodotti che fanno bene all’organismo e privi di qualsiasi sostanza che ne allunghi il naturale processo di conservazione». Ingredienti sani e genuini, che fanno del cioccolato e dei dolci della “Conca d’oro” dei prodotti sempre più ricercati e che fanno il giro del mondo.

«Da quando abbiamo cominciato questo percorso, la gente ci ha apprezzato sempre più – precisa -. E parlando di dolcì da ricorrenze, come la colomba in questo caso ma anche panettoni, la richiesta è sempre in crescita. E per le uova pasquali mi chiedono il cioccolato sano con cacao puro, che è quello più prelibato e meno diffuso. Anche in questo momento di crisi, la gente è più oculata nello spendere ma sa cosa vuole, pur se deve pagare di più: la qualità e un prodotto superiore a quello delle grosse distribuzioni. Poi, c’è in generale un ritorno al salutistico, dettato da una maggiore consapevolezza acquisita dalle persone anche a causa del proliferare di allergie e intolleranze».

Varietà pregiate ed esclusive di cioccolato quelle che D’Affronto plasma nel suo laboratorio, non solo uova di Pasqua, ma anche creme spalmabili, tavolette e creazioni dalle mille forme. Una passione la sua per il “nettare degli dei” che, insieme a tanto studio, unito all’intuizione, ha dato vita alle enopraline con cui ha cominciato a raccontare il territorio. «Nel 2001 è nata la prima pralina al vin santo doc di Gambellara – racconta il maestro cioccolatiere -. Da allora ne ho create 76 con altrettanti vini diversi, non solo toscani. Ma negli ultimi anni mi sono focalizzato sui prodotti del nostro ricco territorio, per cui ho una mia linea, 6 enopraline con vini locali d’eccellenza».

C’è il Paleo di Bolgheri (Le Macchiole), l’Aleatico dell’Elba (azienda Mola di Portoferraio), l’Alaterno Syrha e l’Allodio sangiovese (Podere San Michele di San Vincenzo), I’Rennero merlot (Gualdo del Re di Suvereto). E in questa direzione, tesa alla valorizzazione del territorio e dei suo frutti, va anche l’innovativo connubio del cioccolato (tra i più pregiati al mondo) con altre eccellenze del posto.

«Dopo aver prodotto praline con 18 oli diversi, dal Garda alla Sicilia – aggiunge -, ho trovato un partner “Fonte di Foiano” di Castagneto Carducci, e col suo extravergine ho creato anche il panettone, la colomba, la crema spalmabile. Stesso concetto, abbiamo il carciofo violetto della Val di Cornia e mi son detto: perché non provare a farne una pralina? Nessuno ci ha pensato e l’ho fatto».

«Creare sinergie di professionalità che si valorizzano a vicenda per offrire un prodotto superiore – dice D’Affronto - è la mia filosofia. In questo senso va vista la recente partnership con la gelateria bar “La Fontana” di San Vincenzo, e l’ambiziosa idea di una scuola. «Un progetto che sta nascendo – conferma –: un polo professionale formativo, a Cecina, per tutto ciò che riguarda il “food”: dalla panificazione, alla pasticceria, alla cucina, al barman, alle tecniche di vendita e comunicazione. Il tutto con un pool di eccellenza che ha lo spirito di contribuire a uno scambio di professionalità e alla loro condivisione».

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