Il Tirreno

Sparito da 4 giorni, resta il mistero

di Alessandro Marmugi
Sparito da 4 giorni, resta il mistero

Il 62enne non si trova a Limite sull’Arno: per anni ha vissuto all’Elba dove è molto conosciuto e tornava spesso

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LIMITE SULL’ARNO. Quattro giorni di vuoto totale. Quattro giorni passati tra paure, speranze e ricerche, ma Pierluigi Bellucci, 62enne di Limite sull’Arno ma molto conosciuto all’Elba dove ha vissuto per anni, sembra essere letteralmente scomparso nel nulla. Di lui non si hanno più notizie dalle 23 di venerdì quando ha lasciato la casa del popolo di Limite sull’Arno. Nessuna traccia, nessun avvistamento, la scomparsa del “Cicciaio” si tinge di giallo. Pierluigi Bellucci ha vissuto a Rio Marina e a Capoliveri fino ai primi anni del Duemila. Nei giorni scorsi l’ultima sua visita all’Elba dove tornava spesso, soprattutto a Capoliveri, per ritrovare parenti e amici.

A Limite sull’Arno tutti lo conoscono e gli vogliono bene e così ieri in 50, tra amici, parenti e conoscenti si sono ritrovati e hanno battuto i boschi e le campagne del comune valdelsano per tentare di trovarlo. Tentativi che purtroppo non sono andati a buon fine.

Un buco nero. Venerdì, come accadeva praticamente ogni sera, Pierluigi si era recato alla Casa del Popolo di Limite in via Dante Alighieri per passare una serata in compagnia degli amici. Qualche chiacchiera, poi intorno alle 23 ha salutato tutti e se n’è andato. Da quel momento il vuoto, di lui non si è saputo più niente. Sul tavolo aveva lasciato il marsupio con telefono, documenti, soldi, bancomat ed alcuni sigari. Lasciata la casa del popolo avrebbe dovuto raggiungere il circolo delle Pubbliche assistenze in via Negro dove avrebbe incontrato la compagna che si trovava lì ad una festa. In giornata però l’aveva preventivamente avvertita: «Non so se passerò dal circolo, se non ho voglia vado direttamente a casa». Al circolo Pierluigi non ci è mai andato, ma poi non è nemmeno tornato a casa nell’abitazione della compagna che si trova in via Agudio a circa 1 chilometro e mezzo da dove è stato avvistato l’ultima volta, fuori dalla casa del popolo seduto su una panchina. Lo hanno aspettato tutta la notte invano, di lui da quel maledetto momento non si è vista più traccia. Ma cosa è successo a Pierluigi?

Le ipotesi. Al momento non si esclude nessuna pista, anche se i familiari non credono all’ipotesi dell’allontanamento volontario e nemmeno a quella del suicidio. «Mio zio non aveva nessun motivo per togliersi la vita – racconta Lorenzo, il nipote – e sono sicuro che non si è nemmeno allontanato. La nostra paura è che possa essere stato vittima di un incidente o che qualcuno possa avergli fatto del male». Pierluigi era sereno, aveva appena saputo che sarebbe diventato nonno e alla casa del popolo con gli amici progettava il futuro. Nel suo passato non ci sono scheletri, non ha problemi economici e soprattutto non ha nemici tali da pensare ad un agguato o ad una ritorsione. Qualche diverbio in passato poteva essere capitato, ma si parla di tantissimi anni fa, liti banali che non possono assolutamente essere legate alla sua scomparsa. Qualcuno ipotizza una caduta accidentale nell’Arno visto che il percorso che avrebbe dovuto compiere costeggia per buona parte il corso del fiume, ma certezze non ce ne sono.

Le ricerche. Più passano i giorni e più le paure aumentano. E così ieri, grazie al tam tam lanciato su facebook, dove è stato creato un gruppo ad hoc, amici e parenti si sono ritrovati per dare il via alle ricerche. La notizia è rimbalzata fino all’Elba, in particolar modo tra gli amici capoliveresi di Pierluigi.

Dopo che sabato mattina erano stati i vigili del fuoco insieme ai carabinieri della compagnia limitese a scandagliare il letto dell’Arno, ieri circa 50 persone si sono ritrovate in un parcheggio tra i capannoni di via Salani. Giovanissimi, anziani, qualcuno anche con il proprio cane al seguito. Tutti hanno voluto dare il loro apporto, nonostante il grande dolore visibile sui loro volti commossi. Sono state create delle squadre che hanno battuto a tappeto tutta la superficie del comune. Dall’argine dell’Arno alla cassa di espansione, dai boschi del Montalbano fino a quelli di Montereggi. Dalle due del pomeriggio fino al calare del sole hanno scandagliato fossi e canali, hanno cercato tra i rovi, hanno setacciato a tappeto l’argine dell’Arno in cerca almeno di una pista da seguire. Ma di Pierluigi nessuna traccia. Per adesso non sono previste nuove ricerche ma la famiglia spera che in caso di nuove battute possano essere utilizzate dalle forze dell’ordine anche le unità cinofile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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