Il Tirreno

Aferpi, braccio di ferro sulle operazioni di scarico

di Cristiano Lozito
Aferpi, braccio di ferro sulle operazioni di scarico

L’azienda replica ai sindacati: «Anche noi vogliamo la sicurezza dei lavoratori ma si tratta di procedure corrette. Se non ci stanno ci rivolgeremo ai portuali»

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PIOMBINO. Sulla movimentazione delle merci Aferpi in porto è braccio di ferro tra l’azienda e i sindacati, che in un lungo documento hanno posto problemi di sicurezza per le modalità con cui le navi vengono scaricate.

O meglio, rispetto all’allarme lanciato dai coordinatori rsu e rls di Aferpi, Lucchini e Piombino Logistic, che hanno parlato di episodi pericolosi avvenuti sia in banchina che sulle navi da scaricare, l’azienda fa sapere che «se questa è la posizione dei sindacati – dice il capo del personale di Acciaierie e Ferriere, Riccardo Grilli – quando sarà il caso ci rivolgeremo alla compagnia portuali, che ha valutato come corretti i sistemi di scarico in discussione. Chiariamo un aspetto, noi vogliamo la massima sicurezza, nessuno deve rischiare nulla. Le pratiche usate possono essere una novità per chi è abituato a scaricare in un altro modo, ma non sono pericolose. Comunque al sindacato avevamo proposto di scegliere una pratica operativa garantita da un ente terzo, la risposta è stata il comunicato mandato ai giornali...».

La possibilità di rivolgersi alla compagnia Portuali, se non ci saranno soluzioni rapide nel confronto con i sindacati, si proporrà in tempi brevi. Infatti un carico di blumi dall’India, che si trovava in ritardo tanto da far prevedere una fermata del treno di laminazione almeno fino al 4 aprile, dopo una serie di trattative con l’armatore arriverà prima del previsto, probabilmente lunedì prossimo 28 marzo: «E andrà scaricato rapidamente – spiega Grilli – per non fermare il treno di laminazione dei giorni in più oltre a quelli previsti per manutenzione, e per mantenere gli impegni presi con i clienti sulla consegna delle rotaie. Per questo, ripeto, se il sindacato non ci sta ci rivolgeremo ai Portuali».

Un segnale diretto per affermare che se pure Piombino Logistic di fatto è un’emanazione di Acciaierie e Ferriere, non avrà il monopolio delle operazioni agli impianti marittimi.

Intanto si attende entro la fine del mese la decisione su acciaieria elettrica e sul nuovo treno rotaie dopo i numerosi confronti che il presidente Issad Rebrab ha avuto nell’ultimo periodo con le aziende interessate all’affare (Sms Demag e Paul Wurth, Danieli e Primetals). Secondo indiscrezioni saremmo agli ultimi passaggi, in modo da arrivare al prossimo confronto al ministero dello Sviluppo economico col nome dell’azienda prescelta.

Incontro che si terrà nella prima quindicina di aprile, nel quale i sindacati – che su questi temi hanno comunque fissato un ultimatum al 24 aprile – si attendono parole chiare sui tempi di realizzazione degli impianti, su un nuovo cronoprogramma comprensivo di smantellamenti e smontaggi, oltre che sull’avvio delle procedure per la realizzazione dell’impianto agroalimentare.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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