Il Tirreno

«Sul porto c’è un problema di sicurezza»

«Sul porto c’è un problema di sicurezza»

I coordinatori di Fim, Fiom e Uilm parlano chiaro: navi caricate senza gli standard necessari, pericoli per i lavoratori

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PIOMBINO. Allarme sicurezza da parte dei sindacati per la movimentazione delle merci, destinate ad Aferpi, sul porto di Piombino. I coordinatori Rsu e Rls di Fim, Fiom e Uilm di Aferpi, Lucchini e Piombino Logistics parlano, senza giri di parole,di “navi che sono caricate secondo metodi non allineati ai nostri standard di sicurezza” e anche di episodi pericolosi avvenuti in banchina e sui cargo. L’occasione è anche quella di parlare del ruolo di Piombino Logistic e dell’opportunità di impiegare altri 50-60 operai ora in cassa integrazione.

«Siamo in una fase - scrivono - dove tutti i soggetti coinvolti nel progetto Cevital, dal management aziendale, alle istituzioni, al sindacato, stanno producendo il massimo sforzo per la realizzazione del piano industriale nella sua interezza che porterà al rilancio dell'economia di tutto il territorio recuperando il gap occupazionale perso negli ultimi anni. Valutiamo positivamente le notizie riguardo la stipula di accordi commerciali di fornitura di semi prodotti a medio lungo termine, nell'attesa che quanto prima si torni a produrre acciaio a Piombino, ed esprimiamo soddisfazione per la conferma definitiva degli accordi commerciali per la produzione di rotaie per Rfi (84000 tonnellate) e per l'Iran (65000). Auspichiamo che la strada degli accordi a medio lungo termine di fornitura e di vendita venga consolidata sempre di più, anche perché il solo modo per creare e salvaguardare i posti di lavoro è riconquistare ordini e quote di mercato che la Lucchini ha perso in questi lunghi anni di crisi e di commissariamento».

Al tempo stesso, però, i coordinatori Rsu e Rls di Fim, Fiom e Uilm elencano alcune problematiche relative alla sicurezza che si stanno sistematicamente presentando in Piombino Logistics per quanto riguarda lo scarico delle navi.

«C'è bisogno che si faccia quanto prima chiarezza sul ruolo e sul margine di manovra operativo di Piombino Logistics. Su questo aspetto, e su quale grado di autonomia deve o non deve avere sulle banchine Piombino Logistics, si apre una discussione che non ci appassiona, né ci appartiene, ma comunque riteniamo che non sia opportuno per questioni burocratiche dover ricorrere a soggetti terzi per scaricare le navi attraccate sulle banchine degli impianti marittimi (Ima), quando oltre al personale attualmente in forza, in cassa integrazione ci sono sempre 50/60 lavoratori che potrebbero tranquillamente essere utilizzati. Se occorre portare avanti dei processi per sbloccare lo stallo, sarebbe opportuno che i soggetti preposti lo facciano quanto prima. Infatti nessuno può dimenticarsi che il progetto Cevital, da sempre condiviso da tutte le istituzioni, deve essere realizzato nella sua interezza nell'interesse di tutto il comprensorio ed esso prevede appunto una integrazione tra produzione e laminazione di acciaio e i settori agroindustriali e logistici».

«L'altra questione invece fondamentale per noi riguarda la sicurezza. Assistiamo da troppo tempo ad arrivi di navi che sono caricate secondo metodi non allineati ai nostri standard di sicurezza. La situazione negli ultimi tempi si è aggravata e adesso sta diventando insostenibile. Dal crollo del carico nelle stive (il cosiddetto collasso), ai bighi di bordo con il sistema di sicurezza dei fine corsa guasto, per concludere con l' ultima nave caricata in modo errato. Nonostante la serie di incontri che abbiamo avuto con l'azienda, la situazione resta la stessa, non si notano passi in avanti, ma soprattutto la nostra sensazione è che a tali riunioni non venga dato un seguito pratico».

L'azienda, fra l’altro, ha individuato dei fornitori costanti di blumi e billette.

«Per questo riteniamo che oggi ci possa essere, se c'è la volontà, la possibilità di risolvere o quanto meno migliorare la questione di sicurezza del carico delle navi. Per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, per non esporsi a ulteriori rischi, con estrema fermezza siamo a richiedervi di rispettare tutti i punti discussi nell'ultima riunione (alla quale hanno partecipato anche gli Rls di Piombino Logistics) che ricordiamo sono:

1) Illustrazione della Shipping condition di Piombino Logistics ai fornitori;

2) Inviare inizialmente, per un periodo di tempo fino a che la situazione non si consolida, un tecnico di fiducia presso i fornitori con il compito di verificare e di indirizzare le disposizioni di carico;

3) Fare una Pratica operativa per la sicurezza (Pos) con valutazione del rischio congrua che permetta ai lavoratori di lavorare in sicurezza ogni volta.

4) A ogni inizio turno la Pos dovrà essere illustrata alla squadra nei minimi dettagli per fare in modo che venga recepita da tutti i lavoratori (questo perché non essendoci ancora una quantità di lavoro regolare e costante, capita che il personale lavori saltuariamente e non è sempre ben informato dei cambiamenti che avvengono);

5) È fondamentale che ogni lavoratore si attenga in maniera del tutto rigida alla Pos e che l'azienda verifichi che i lavoratori la rispettino».

«L'azienda - concludono - eviti eventuali pressioni di altro tipo che per noi risulterebbero inaccettabili. La produttività è un obiettivo importante ma lavorare in sicurezza deve essere il primo obiettivo di tutti. Stiamo lavorando tutti per raggiungere l'obiettivo di realizzare nella sua totalità il progetto Cevital, per questo in maniera propositiva gestiamo e gestiremo tutti i processi, ma senza mai tralasciare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in maniera responsabile come abbiamo fatto fino a oggi».

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