Il Tirreno

riccardo gelichi

«L’Accordo di programma adesso dev’essere rivisto»

«L’Accordo di programma adesso dev’essere rivisto»

PIOMBINO. Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino interviene sull’Accordo di programma, tornando a parlare di una sua rimodulazione, sulla base delle mutate condizioni. «Rispetto agli annunci...

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino interviene sull’Accordo di programma, tornando a parlare di una sua rimodulazione, sulla base delle mutate condizioni.

«Rispetto agli annunci succedutisi nel tempo e gli ingenti roboanti milioni d'euro messi a disposizione per il territorio di Piombino, c'è sorto un dubbio: ma siamo capaci di spenderli? Le opere che possiamo vedere oggi sono quelle portuali, prive di strada e ferrovia, soldi spesi in fretta, tratti da capitoli di spesa di un percorso tutto inerente all'Autorità Portuale, e con l'ausilio di un cospicuo mutuo sostenuto dalla Regione Toscana. Tutti gli altri milioni attendono di essere spesi, allora ci siamo chiesti se fosse opportuno rimodularli, soprattutto la parte inerente alla 398 e abbiamo presentato una mozione in consiglio comunale, che purtroppo è stata bocciata. Strana bocciatura perché oggi è lo stesso governatore Rossi a chiedere: “un aggiornamento formale dell'articolo 9 dell'Accordo di programma”; e sempre sulla stampa è lo stesso sindaco Giuliani a rilanciare l'ipotesi. Stiamo parlando dell'impegno finanziario per completare la 398, la bretella d'accesso al porto di Piombino, fonte il Tirreno. Bretella tenuta ostinatamente quanto inutilmente legata al progetto Sat proprio dalla politica regionale, e ora si cerca di ribaltare le responsabilità sulla volontà politica del governo, che poi sarebbe la stessa parte politica. Siamo contenti che sia stato preso atto della necessità di una rimodulazione dell'accordo di programma, ma riteniamo che non si debba limitarsi solo all'infrastruttura, serve inserire all'interno di un rinnovato accordo, la questione dei flussi di materia, delle dismissioni e delle aree disponibili per lo sviluppo della piccola e media impresa. Non esiste un progetto di rilancio della piccola e media impresa, al di fuori del vecchissimo metodo dell'elargizione di soldi a pioggia, elargizioni che invece potrebbero sostenere infrastrutture materiali ed immateriali ; resta ancora irrisolta la questione della mancanza di aree e una programmazione adeguata. Bisognerebbe quindi andare verso una ricostruzione totale degli accordi di programma rispetto ad un'innegabile evoluzione delle cose guardando la fotografia odierna, molto diversa da quella del 2014».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web