Sicurezza
Alluvione, nessun aiuto ai privati
Brutta sorpresa per le famiglie danneggiate nell’ottobre scorso, qualche agevolazione ci sarà ma solo per le imprese
PIOMBINO. Le rassicurazioni ottenute lì per lì, nei giorni immediatamente successivi all’alluvione del 28 ottobre e fino a poco tempo fa, sono rimaste sulla carta. Il riconoscimento dello stato di calamità naturale non avrà effetti pratici. Nessun rimborso, nessuna agevolazione. Qualche aiuto ci sarà. Ma solo per le imprese o i titolari di partiva Iva. Niente ai privati, alle famiglie a cui acqua e fango hanno portato via molto. A volte tutto.
A togliere soverchie illusioni c’ha pensato una lettera ricevuta da quanti, con fotografie e relazioni, avevano documentato i danni subiti. Una cinquantina di richieste in tutto, secondo le stime del Comune. Che includevano, sempre per il Comune, situazioni meno drammatiche e, in qualche caso, scarsamente verificabili.
Non è il caso di Daniela Delugas. Con il marito vive in Colmata, al civico 6. Una casa tipica delle nostre campagne. Un sogno trasformato in realtà con tanti sacrifici e un mutuo ancora da finire. Al pianterreno la zona giorno, camere da letto al piano superiore.
I flash di quegli attimi sono ancora perfettamente scanditi nella mente di Daniela. Li racconta così: «Rientravo con mio marito dal centro. Ho notato il fosso della Cagliana gonfio d’acqua e ho cominciato a telefonare a vuoto per dare l’allarme. Siamo arrivati in fretta a casa, temevamo per il cane, Pise. Una volta entrati, - aggiunge la donna - è stata una questione di pochi minuti e il fango ha iniziato ad entrare. Giusto il tempo di raggiungere il piano di sopra con Pise. E il fango ha iniziato velocemente a salire, invadendo letteralmente la cucina e il salone. Ha quasi toccato il soffitto. Saranno mancati sì e no una ventina di centimetri».
Paura, telefonate andate a vuoto. Poi, l’arrivo dei vigili del fuoco sul gommone, allertati dalle figlie che li avevano incrociati mentre cercavano di raggiungere la loro famiglia. A piedi. Perchè in quel caos le auto non potevano passare.
Dal giorno dopo, Daniela ha iniziato a fare lo stradello in Comune, ricevendo rassicurazioni. Specialmente dopo la proclamazione dello stato di calamità naturale. «Invece è arrivata la lettera. Alla Protezione civile m’hanno detto chiaro e tondo che la Regione non ci riconosceva proprio niente», commenta la donna. Che sottolinea di non voler fare polemiche ma qualcosa ha da dirla. Anche sul fatto che non si intravedono neanche agevolazioni fiscali.
Per bonificare la casa e renderla di nuovo agibile, se ne sono andati i risparmi, 15 mila euro. Con i mobili si è arrangiata cercando di ripristinarli alla meglio. Lavatrice e frigo li ha rimediati. Della lavastoviglie sta facendo a meno. Per l’auto invece, non c’è stato niente da fare. Appena due anni di vita e il leasing da pagare. E se si abita in Colmata, la macchina non è un lusso. Altri danni si vedranno col tempo. La caldaia va in tilt spesso. Il cancello automatico fa i capricci, l’impianto elettrico ha qualche problema.
«Per fortuna un amico mi sta prestando la sua auto. Capisco la crisi dei conti pubblici e non voglio insistere su questo. Non chiediamo neanche soldi. Ma due pesi e due misure sono intollerabili», afferma Daniela Delugas. A cui sarebbero bastate almeno le agevolazioni previste dalla Regione per le imprese o le partite Iva. Le quali, se rientreranno nei bandi, potranno beneficiare di convenzioni con le banche per rimettersi in carreggiata grazie a prestiti a tasso agevolato.
L’assessore Marco Chiarei conferma che la legge regionale in vigore dal settembre scorso, non prevede risorse sul filone della protezione civile ma solo misure indirette come appunto, i tassi agevolati, non rivolte ai privati. Per loro, solo qualche aiuto per interventi di efficientamento energetico.
(v.p.)
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