Il dolore
Scontro tra il sindaco Giannoni e il sindacato dei forestali
MONTEVERDI. Non gli era mai capitato, in tanti anni di carriera politica, di trovarsi contro a muso duro con il sindacato. Ma c'è sempre una prima volta. La prima volta a Carlo Giannoni, sindaco di...
MONTEVERDI. Non gli era mai capitato, in tanti anni di carriera politica, di trovarsi contro a muso duro con il sindacato. Ma c'è sempre una prima volta. La prima volta a Carlo Giannoni, sindaco di Monteverdi, è da presidente dell'Unione montana alta Val di Cecina. Contro le sue prese di posizione il sindacato degli operai forestali ha proclamato lo stato di agitazione e indetto una manifestazione di protesta a Firenze per il 23 marzo. Nei volantini il sindacato ha usato espressioni pesanti, ma è stata la parola "ricatto" che ha fatto imbestialire Giannoni. «Non ricatto nessuno - ribatte al sindacato - e men che meno gli operai forestali che il sindacato vuol difendere. Ma se non si ragiona sui fatti, allora si stravolge la verità».
Vediamo dunque i fatti. La vicenda ha inizio nel novembre scorso, quando una legge regionale obbliga le Unioni ad assumere gli operai forestali già in forza alle Province. All'Unione presieduta da Giannoni ne toccano 10, che vanno ad aggiungersi ai 22 già in servizio. Per pagare questi ultimi l'Unione riceve dalla Regione il 60-65% del costo, il resto lo deve mettere l'ente montano. Lo fa, pur regolarmente, con qualche difficoltà, ma l'arrivo di altri dieci dipendenti fa saltare i tappi: non c'è copertura, avverte il ragioniere capo, e la legge non consente assunzioni. E così, di discussione in discussione, mentre si fa concreto il rischio per gli operai di restare senza salario, cresce la temperatura dello scontro. Giannoni punta dritto sulla Regione: «Senza le sue risorse per una funzione delegata, la forestazione appunto, le Unioni che sono enti a finanza derivata, sono nell'impossibilità di assicurare il lavoro ed il salario agli operai». La Regione ribatte e fa la voce grossa, con il presidente Rossi in persona, che in forza della legge, «intima» al presidente dell'Unione di procedere alle assunzioni. Non solo: «Ma mentre firmo l'accordo con la Provincia di Pisa per prendere in carico i forestali - spiega Giannoni - la Regione ci toglie anche le risorse che tradizionalmente assicuravano la copertura al 60% circa della spesa per gli operai già in organico». Tutto fermo, dunque, e all'Unione si paventa la possibilità di non poter pagare a fine mese lo stipendio pieno ai forestali. La Regione convoca le Unioni e i Consorzi di bonifica e invita questi ultimi a mettere i soldi che mancano alle Unioni. Ma è il cane che si morde la coda: perché se i Consorzi riducono i lavori, le imprese che di solito li fanno, devono lasciare a casa dei dipendenti. C'è sempre qualcuno che resta a piedi. Un nuovo capitolo potrebbe aprirsi oggi, a Firenze convocazione-bis per Unioni e Consorzi e sul tavolo un compromesso che prevede l'intervento finanziario della Regione (ma il presidente Rossi non sarebbe d'accordo): «Sono disposto -assicura Giannoni - a tagliare tutto il possibile, anche progetti importanti, ma l'Unione da sola non arriva alla copertura. Mi auguro che lo stato di agitazione dei forestali e la manifestazione del 23 a Firenze possano favorire un risultato positivo. Mi spiace dover ricordare, anche al sindacato, che nella battaglia per la difesa della forestazione e dei suoi lavoratori siamo stati in prima linea fin dall'inizio, senza mai ricevere solidarietà da altri soggetti che avrebbero dovuto avere a cuore la medesima finalità».
Giorgio Piglia
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