Sicurezza
Cancellata la multa alla disabile
Firenze Parcheggi aveva chiesto alla donna elbana 626 euro
PORTOFERRAIO. Ha vinto la sua battaglia Alessandra Delle Fave, la portoferraiese disabile che avrebbe dovuto pagare 626 euro alla Firenze Parcheggi, per presunte irregolarità commesse in una sosta di 5 giorni della sua auto, sosta che invece avrebbe dovuto essere gratuita.
Lei, psicologa elbana residente a Firenze assistita dall’avvocato Matteo Mammini, anch’egli cresciuto a Portoferraio, ha chiuso il caso e non dovrà pagare la multa a favore dell’ente fiorentino, che accusava la ragazza di aver commesso alcuni errori procedurali. Ma rivediamo in sintesi la vicenda, che risale ad alcuni giorni fa.
La psicologa, che vive a Firenze, dove ha il suo ufficio, aveva lasciato per 5 giorni la sua auto nel parcheggio che esiste sotto la stazione di Santa Maria Novella. Lei è diversamente abile con una disabilità motoria evidente e pertanto possiede un tagliando che permette di parcheggiare negli appositi spazi, ovunque, in modo gratuito. Quando però ha ritirato la sua auto ha trovato l’amara sorpresa di non vedersi riconosciuta l’esenzione, in quanto l’addetto della struttura, sosteneva che avrebbe dovuto, al momento dell’avvio della sosta, citofonare all’impiegato presentando i suoi documenti. Non avendolo fatto, il parcheggio sarebbe diventato a pagamento, per una spesa oltre 600 euro. «Sono stata trattata in malo modo - commenta Delle Fave- e addirittura sono stata minacciata di non farmi uscire con la mia auto, se non firmavo un documento di impegno per tale debito. Non avevo quella cifra, ho dovuto accettare, dopo un’animata discussione di un’ora, subendo toni pesanti, e il tutto mi ha provocato forte stress e disagio». L’elbana ha poi messo in mano all'avvocato Mammini la questione, anche perché la psicologa aveva visto che non esisteva un obbligo scritto di suonare al citofono e, di conseguenza, aveva parcheggiato tranquillamente esponendo il suo tagliando di invalida.
«La Firenze parcheggi con il suo operatore – commenta l’avvocato Mammini – ha commesso pesanti errori ed ha avuto il buon senso di chiedere la questione amichevolmente. Non a caso ora hanno promesso di scrivere le regole in modo più chiaro e stanno cambiando la loro cartellonistica esposta nel parcheggio, perché quella precedente non spiegava a dovere e non era visibile per quei guidatori che non possono sporgersi più di tanto dal finestrino. Tutto è bene quel che finisce bene, ma in certi comportamenti si potrebbe ravvisare anche una responsabilità penale che stiamo valutando. Non si può tartassare in tal modo nessuno, con minacce, e in particolare un diversamente abile, che ha in ogni caso diritto alla sosta gratuita e sappiamo che anche per altri casi simili di persone handicappate, è stato fatto pagare il parcheggio».
Stefano Bramanti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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