Il Tirreno

un’altra piombino

«Di nuovo incontri interlocutori, governo assente»

PIOMBINO. «Un’altra Piombino» è decisamente critica sullo stato dell’arte dell’accordo di programma, dopo quello che definisce «l’ennesimo incontro interlocutorio. Niente di fatto sulla 398, sul tema...

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PIOMBINO. «Un’altra Piombino» è decisamente critica sullo stato dell’arte dell’accordo di programma, dopo quello che definisce «l’ennesimo incontro interlocutorio. Niente di fatto sulla 398, sul tema energetico. Ancora niente sulle bonifiche, per le quali siamo ancora ai progetti preliminari. In un Paese normale, quando di mezzo ci sono interessi strategici come la siderurgia, in crisi e sotto attacco per il dumping cinese, dovrebbe scattare una azione non solo di difesa ma anche di politiche attive».

Per la lista di sinistra, è il governo che deve esigere il rispetto degli accordi e attuare tutte le azioni affinchè gli accordi si tramutino in fatti: «ma questo non sta avvenendo. E’ notizia fresca - si aggiunge - che per difficoltà nei rifornimenti, il Tpp fermerà per un periodo imprecisato. E’ urgente un intervento deciso, con lo stanziamento di risorse aggiuntive per un esteso programma di bonifica e che, con tempi certi, si dia attuazione all'impegno di finanziare la 398. Serve un decreto sul prezzo dell'energia che la Magona aspetta da due anni, dopo promesse non mantenute. Qui si sta andando di tavolo in tavolo, senza che tempi certi e impegni concreti vengano mai definiti».

«Piombino vuol sapere se ripartirà la siderurgia e quali prospettive concrete ci sono per l'indotto. Rebrab - prosegue la nota - ha avuto la disponibilità di 65 milioni: buona notizia, certo, ma si parlava di 600 milioni solo per Aferpi e 270 milioni per il progetto agro-industriale e la logistica. Ancora non sappiamo niente del forno elettrico e per l'agro-industria non c'è ancora nessun progetto».

Preoccupazione anche per Arcelor_Mittal: «Non c’è futuro senza investimenti e innovazione. Da 10 anni ormai non si fa che ridurre il numero degli occupati, con forti scompensi tra impiegati e operai. Sta anche venendo meno quel livello utile di ricambio e professionalità fondamentale in una industria. La domanda è cosa vuole fare Arcelor Mittal della Magona? L'azienda chiede che il prezzo dell'energia sia uguale alla concorrenza e la possibilità di utilizzare ancora la solidarietà, ma non basta. Ci vuole anche un piano di rilancio proprio per rendere migliore quello che ci fa stare sul mercato: la qualità e l'innovazione».

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