Sicurezza
Aggredito il parroco di Capoliveri
Due persone col volto coperto picchiano Don Cavallo e provano a entrare a casa sua, ma lui riesce a chiudersi dentro
CAPOLIVERI. «Mi hanno dato almeno tre quattro colpi in testa, avevano i volti coperti. Per fortuna sono riuscito a dar loro uno spintone e a richiudere la porta a chiave. A quel punto se ne sono andati». Don Emanuele Cavallo, il parroco della parrocchia Santa Maria Assunta di Capoliveri, non di dimenticherà facilmente degli attimi di terrore vissuti nella notte di venerdì, all’ingresso della casa canonica in pieno centro storico. Settantaquattro anni, punto di riferimento per la comunità capoliverese, espansivo e generoso con i giovani del paese. È anche per questo che l’aggressione subita dal parroco, per fortuna ferito solo in modo superficiale, ha lasciato di stucco i frequentatori della parrocchia.
Sono da poco passate le 23 di venerdì. Don Cavallo rientra nella casa canonica di Capoliveri, dopo una giornata trascorsa a Portoferraio. Si mette comodo in casa, si prepara per andare a letto. «Ma, quasi contemporaneamente – racconta il parroco – nella casa è andata via la luce e ho sentito bussare al portone. Solo dopo ho capito che erano stati i due aggressori a staccare il contatore Enel posto all’esterno. Io, d’istinto, ho aperto per capire chi aveva bussato».
È un attimo. Due persone si parano davanti al parroco. Non gli danno neanche il tempo di aprire la porta. Aggrediscono Don Cavallo, sferrando almeno 3-4 colpi alla testa del prete. «Non so se fossero incappucciati, era particolarmente buio. Di certo avevano il viso coperto. Non hanno detto una parola, ma subito mi hanno attaccato – racconta don Emanuele Cavallo – mi sono arrivati dei colpi alla testa, non mi sono neanche reso conto se mi stavano picchiando a mani nude o con qualche oggetto, forse un legno. Ho avuto comunque la lucidità di dare loro uno spintone. Volevano entrare in casa contemporaneamente, forse questo è stato un vantaggio».
Don Emanuele, 74 anni ma con ancora tanta energia e prontezza di spirito, con quello spintone riesce a guadagnare una frazione di secondo utile a chiudere la porta e, poi, a girare la chiave interrompendo bruscamente la breve colluttazione. A quel punto viene soccorso da un altro sacerdote, anche lui ospite della casa canonica.
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Il parroco riporta alcune ferite alla testa, per fortuna di lieve entità: perde un po’ di sangue. Ma, alla fine, se la cava solo con un grosso spavento e con alcuni bernoccoli, tanto decide di non andare al pronto soccorso. E solo sabato mattina si rivolge ai carabinieri per raccontare quanto accaduto la sera precedente. Resta oscuro, al momento, il motivo dell’aggressione al prete di Capoliveri. Le due persone, dei ragazzi secondo l’impressione del parroco, non hanno proferito parola né prima né durante la colluttazione. È probabile che cercassero dei soldi, forse si è trattato di una tentata rapina. Di certo, in paese, tutti conoscono la generosità del sacerdote che non esita a regalare piccole somme di denaro a chi ha bisogno. Non è escluso che i due aggressori fossero convinti di poter strappare al prete una discreta somma di denaro. Solo ipotesi, al momento. I carabineri della compagnia elbana hanno ascoltato ieri la testimonianza del parroco e stanno cercando in queste ore di risalire ai responsabili.
Don Cavallo, nonostante tutto, non si è scomposto più di tanto. Ha coperto i bernoccoli e le escoriazioni con un cappello e, sabato, ha recitato comunque la messa pomeridiana delle 17,30 davanti ai fedeli della chiesa di Santa Maria Assunta. «Se ho avuto paura? No, non direi – racconta il parroco – è accaduto tutto molto in fretta. Piuttosto sono amareggiato. Sono stato aggredito da giovani arrabbiati, ma io dico che con tutta questa rabbia non si può vivere. Con la rabbia non si ha un futuro».
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