Il Tirreno

Sol, per il M5s è allarme sicurezza

La fabbrica Sol a Piombino
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La fabbrica Sol a Piombino

Il vicesindaco Ferrini rassicura l’opposizione e preannuncia un incontro coi vigili del fuoco

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PIOMBINO. Sol, quale sicurezza con gli organici ormai ridotti all’osso? E’ quanto in sostanza chiede il M5s con un’interrogazione scritta alla quale risponde il vicesindaco Stefano Ferrini. Il quale Ferrini preannuncia un incontro con la direzione provinciale dei vigili del fuoco ma in qualche modo rassicura le opposizioni.

«Siamo venuti in possesso di due documenti inerenti gli impianti Sol - scrive il M5s - La prima è una comunicazione della dirigenza Sol a firma del legale rappresentante ingegnere Alessandro Castelli, con la quale si informa il Comune, il comando provinciale dei vigili del fuoco, i carabinieri, il commissariato, Aferpi, Arcelor Mittal e le Rsu Sol che a decorrere dal 31 ottobre 2015, a causa della riduzione del consumo di gas tecnici del polo siderurgico di Piombino, gli impianti di frazionamento aria sono stati fermati, la fornitura dei ridotti volumi di gas tecnici dallo stabilimento Sol al polo siderurgico viene assicurata da rievaporazione di prodotti liquidi portati con cisterne e/o con piccoli impianti di tipo “package” dedicati. I grossi stoccaggi atmosferici di ossigeno liquido sono stati svuotati e gli stoccaggi di azoto liquido sono stati ridotti.

L’azienda comunica che a partire dall’1 dicembre 2015 lo stabilimento sarà presidiato da lunedì a venerdì in orario giornaliero e per qualsiasi necessità al di fuori del normale orario è stato istituito un servizio di reperibilità a cui sarà possibile rivolgersi in caso di necessità/urgenza». La seconda è una comunicazione a firma delle Rsu Sol. In questi documenti si legge che «nel caso di disservizio di uno dei due impianti di produzione azoto, oppure di un consumo maggiore rispetto alla loro capacità produttiva, sono presenti serbatoi di stoccaggio azoto a bassa e media pressione che garantiranno un backup e una continuità di fornitura. Durante questa fase, vista l’evaporazione di un liquido all’interno di scambiatori ad aria, si potrebbe venire a creare una nube densa che in base alle condizioni atmosferiche potrebbe interessare anche la strada di accesso alla città, come è già avvenuto in passato. Questi serbatoi di backup sono posizionati nella vicinanza di viale Unità d’Italia. Pertanto, un loro ipotetico sversamento di azoto dovuto a una qualsiasi rottura può comportare la formazione di nubi con conseguente problematica per la viabilità».

Inoltre, scrivono le Rsu, «malgrado la fermata degli impianti principali la nostra fabbrica continuerà ad avere una fornitura di energia elettrica da parte di Enel da 130 kv», pertanto si renderà ancora necessario l’utilizzo di due trasformatori. «I pericoli potenziali indicati nel nuovo piano di emergenza interno sono incendio dell’olio dei trasformatori e dei gruppi di misura (olio minerale e altamente cancerogeno), esplosione e sversamento dell’olio stesso. La conseguente attivazione di una procedura per allarme incendio e l’eventuale sezionamento dei trasformatori dalla rete elettrica Enel, o il sezionamento del gasdotto ossigeno verso Aferpi, è possibile solo agendo manualmente su pulsanti di comando posti in sala controllo.

L’accesso in stabilimento in caso di emergenza per un qualunque evento al di fuori dell’orario giornaliero, il sabato e la domenica e i festivi, sarà possibile solo dopo aver chiamato un reperibile incaricato Sol e aver atteso il suo arrivo in fabbrica. Uno dei due responsabili dell’impianto non è residente a Piombino ma a Campiglia. La Rsu e tutti i lavoratori ritengono assolutamente opportuno proseguire con il mantenimento del presidio 24 su 24 per 365 giorni, proprio al fine di garantire la massima sicurezza al 100% del nostro stabilimento. Sicurezza che riteniamo non possa essere garantita da un sistema anti intrusione e dall’assenza di personale, così come ipotizzato dall'azienda».

Ferrini sostiene di aver parlato con l’azienda dopo aver consultato Arpat, protezione civile e gli stessi vigili del fuoco. «Anche il sindaco Massimo Giuliani ha contattato la segreteria del prefetto - dice Ferrini - e anche in questo caso la risposta è stata che è la direzione regionale dei vigili del fuoco ad avere la competenza. Abbiamo contattato l’azienda soltanto da ultimo, per provare ad avere per primi noi le idee più chiare». Ferrini dice di aver incontrato, martedì scorso, la dirigenza Sol che «ha dato ampie rassicurazioni riguardo alle questioni poste», e ne riferisce punto per punto. «Abbiamo cercato di coinvolgere anche il comando provinciale dei vigili del fuoco - prosegue - ed è emersa la possibilità di effettuare un incontro a partire dalla prossima settimana. E’ però emerso dai colloqui informali (che però vogliamo siano suffragati da atti ufficiali) come in presenza della cessazione dell’attività produttiva e la riduzione drastica dei quantitativi dei materiali pericolosi (idrogeno a zero, azoto pochissimo e ossigeno, unico vero materiale pericoloso, con soli 70 metri cubi geometrici e circa 50 effettivi), prontamente comunicata dall’azienda ai vigili del fuoco, l’assenza di una richiesta di ulteriori informazioni da parte proprio dei vigili del fuoco attesti che non vi sono pericoli ritenuti tali da dover intervenire imponendo modifiche gestionali alla stessa».
 

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