Il dolore
Il lavoro e la casa Ecco per cosa si va dal sindaco
Circa quattrocento appuntamenti in un anno per Giuliani «Per l’occupazione le domande sono raddoppiate»
PIOMBINO. Sono più o meno 400 le persone che ogni anno chiedono appuntamento al sindaco di Piombino, Massimo Giuliani. Famiglie, gruppi di individui, cittadini singoli, che ogni martedì (per un massimo di otto appuntamenti a settimana) entrano a turno nell’ufficio di Giuliani con varie problematiche.
Se, al momento della richiesta dell’appuntamento, gli uffici effettuano già un primo filtro, indirizzando alcuni casi agli assessori di competenza, restano tantissime e decisamente variegate le situazioni che arrivano ogni settimana davanti al sindaco.
Il lavoro al primo posto. Tra le varie questioni portate all’attenzione di Giuliani, in cima alla lista c’è senza dubbio il lavoro. Operai preoccupati dal contesto siderurgico locale, giovani in cerca della prima occupazione o meno giovani che, dopo aver perso il lavoro per colpa della crisi, fanno fatica a trovarne un altro.
«Rispetto alla passata legislatura sono pressoché raddoppiate le persone che vengono a cercare lavoro - afferma Massimo Giuliani - Oltre agli appuntamenti nel mio ufficio, tanti sono i cittadini che incontro per strada e che si confidano con me».
Emergenza abitativa. Al secondo posto nella particolare casistica dei piombinesi, e non solo, che arrivano di fronte al sindaco, c’è la casa in senso largo. Nello specifico, tre sono i casi: chi non riesce più a pagare l’affitto, chi cerca la casa popolare e chi, dopo aver magari perso il lavoro, non riesce più a far fronte al pagamento del mutuo.
«In ogni caso cerchiamo di fare il possibile - spiega Giuliani - Sulla lotta allo sfratto proviamo a dare il massimo, nei limiti delle risorse che abbiamo, mentre sul mutuo ricordo l’incontro che organizzammo l’anno scorso con i direttori di banca. Insomma, c’è sempre la volontà di cercare di risolvere i problemi».
«Ci sono giorni in cui non riesco a fare altro se non incontrare e parlare con i cittadini - continua Giuliani - Il pressing in questo senso è notevole, tanto che mi resta pochissimo tempo per fare il punto ed elaborare eventuali prospettive. Ritengo comunque importantissimo il ruolo del sindaco in una comunità, una figura che deve saper ascoltare le persone, le imprese, i cittadini o le famiglie che siano, provando ad analizzare caso per caso, vagliando ogni possibilità; perché, voglio sottolinearlo, i tentativi per risolvere un problema li facciamo, ma non sempre esiste la soluzione. In questo caso è importante avere comunque parole di conforto e speranza per chi si rivolge a noi, spesso in circostanze già drammatiche e in situazioni psicologiche particolari».
Altre tematiche. Se la maggior parte delle questioni che entrano nell’ufficio del sindaco sono quindi il riflesso di un’emergenza sociale concreta, la casistica è comunque ampia. Oltre a casa e lavoro, ecco chi si rivolge al primo cittadino per proporre iniziative culturali e sportive, oppure per far presente problematiche ambientali, sociali o sanitarie. Ancora, alcuni parlano di turismo o, a livello decisamente più individuale, protestano per una multa. C’è poi chi presenta casi relativi a tasse e servizi o a questioni più legate al periodo estivo, come inquinamento acustico o occupazione del suolo.
Nella variegata casistica degli appuntamenti chiesti al sindaco, emergono pure situazioni curiose, talvolta dai contorni comici o tragicomici.
Se recentemente qualcuno si è informato sulla possibilità di sposarsi sulla spiaggia (nel comune di Piombino è consentito sposarsi in Comune, al castello, oppure, da poco tempo, al museo archeologico di Cittadella), risalgono al passato gli episodi più originali.
C’era ancora la giunta Guerrieri, infatti, quando un cittadino minacciò di buttarsi dal terrazzino del palazzo comunale, se non avesse visto soddisfatte le proprie richieste; e sempre a Guerrieri toccò fronteggiare la signora dalla pronuncia spagnoleggiante che, spacciandosi come diretta discendente di Isabella d’Aragona, esigeva che le venisse riconosciuta la proprietà del castello di Piombino.
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