Il dolore
Sull’isola oltre 3000 stranieri
Sale il dato dell’immigrazione: il 10% della popolazione è composto da cittadini non italiani
PORTOFERRAIO. Immigrati all’Elba a quota 3176 nel 2015, in pratica il 10% del totale di 32189. Un dato che fa riflettere, visto che la media italiana è due punti sotto, pari all’8%. Un segnale che pare dire di come l’isola sia accogliente e appetibile per gli stranieri.
Un contrasto con la recente chiusura venuta da quasi tutti e otto i comuni isolani, che nei mesi scorsi si sono mostrati pronti a dire no ai profughi mandati da Lampedusa? È un discorso complesso, e qualcuno, visto il dato elbano, potrebbe dire che l'isola è già impegnata nell’accoglienza.
Dall’analisi, favorita dai dati messi a disposizione dal vice prefetto dell’Elba Giovanni Daveti, che ha ottenuto col suo staff le statistiche dai Comuni, emerge di certo come sia Capoliveri il paese regno degli stranieri e in particolare degli extracomunitari con il 19% che viene fuori dal rapporto tra residenti totali e i 752 stranieri che abitano in quel comune. E il paese collinare guidato dal sindaco Barbetti è seguito dal piccolo Comune di Rio nell’Elba, dove pesano per il 15% i 173 stranieri sui 1157 residenti. Segue Porto Azzurro con 10% e vanno sotto la media italiana Portoferraio, Rio Marina e Marciana Marina con solo il 6%.
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È molto varia la composizione delle etnie presenti sull’isola: tra i comunitari s’impongono i romeni con 714 residenti (46% degli stranieri comunitari) e poi vengono i tedeschi con 470 (30%) mentre tra i cittadini provenienti da paesi extracomunitari svettano i moldavi (395), di cui ben 230 donne che probabilmente sono badanti, 202 i marocchini e 203 gli ucraini. Particolarmente nutrita la comunità romena di Capoliveri con ben 193 cittadini residenti: non a caso in questi anni il Comune elbano ha organizzato una festa in loro onore.
In tale panorama è senza dubbio importante una reale integrazione con il tessuto sociale isolano, come sollecitato da varie forze politiche ed è quindi determinante l’accesso al mondo del lavoro, nella scuola, ai servizi sanitari e un ruolo in tal senso lo svolge la Cooperativa Arca, che fa da punto di riferimento per molte persone immigrate. Non solo, determinante è inoltre verificare che chi ha scelto l’isola come nuova residenza, abbia situazioni abitative idonee, evitando casi di sovraffollamento o altri disagi. «Il mondo del lavoro – precisa il viceprefetto Daveti – accoglie molti romeni e albanesi nel settore edilizio, mentre per la pesca sono impegnati i magrebini, nel campo delle assistenze, come badanti e simili, diffusa è la partecipazione delle donne moldave e in generale dell’est».
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