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L’acciaio ha un futuro Azzi conferma forno e nuovo treno

L’acciaio ha un futuro Azzi conferma forno e nuovo treno

PIOMBINO. Quale futuro per l’acciaio? La presentazione del libro “Industria e acciaio 2030”, frutto di un anno di studi di Siderweb, è stata l’occasione per fare il punto sulle prospettive che...

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PIOMBINO. Quale futuro per l’acciaio? La presentazione del libro “Industria e acciaio 2030”, frutto di un anno di studi di Siderweb, è stata l’occasione per fare il punto sulle prospettive che riguardano direttamente anche i progetti per Piombino. A presentare al Centro Giovani la ricerca condotta da Siderweb, il suo presidente, Emanuele Morandi, e il responsabile dell’ufficio studi, Stefano Ferrari.

E’ un quadro di negatività, ma anche di opportunità quello che presenta un mercato sempre più caratterizzato dal peso dei paesi emergenti, che vedono cifre tutte in proprio favore: il Pil mondiale crescerà da qui al 2030 del 66%, ma la crescita per il 70% avverrà nei paesi emergenti. Salirà anche la classe media, più propensa ai consumi, da 1,6 miliardi a 5 miliardi, ma anche in questo caso la crescita sarà tutta da un’altra parte, mentre in Europa salirà di soli 16 milioni. Ci sarà più consumo d’acciaio, ma anche qui per 90% nei paesi emergenti.

L’Europa è destinata a ridurre i propri consumi di circa 18 milioni di tonnellate rispetto al 2008. La produzione, ovviamente, seguirà il trend dei consumi, che porterà l'Europa a un’eccedenza di 30 milioni di tonnellate a cui trovare sbocco, pena la chiusura degli impianti meno competitivi. La strada vincente è quella, per i Paesi industrializzati, dell’innovazione dei processi e del posizionamento sui prodotti a maggior valore aggiunto.

Nei prossimi 15 anni si assisterà anche a un grande mutamento delle tecnologie produttive. La produzione da forno elettrico passerà dall’attuale 28% al 42%. Maggiore duttilità, minori investimenti necessari per realizzare gli impianti e riduzione dell’inquinamento sono gli elementi di forza di questo spostamento già in atto anche nei Paesi emergenti. Ovviamente questo spostamento influirà sul costo di rottame e minerale di ferro, che all’inizio avvantaggerà i paesi più industrializzati ma nel lungo periodo produrrà nuovi equilibri. La scarsità e il previsto aumento di prezzo del rottame potranno essere compensati da un forte aumento dell’uso del preridotto, che però di nuovo favorirà Paesi che hanno minerale di ferro e gas a prezzi competitivi.

In questo difficile contesto si muove il cambiamento della siderurgia a Piombino ipotizzato dalla Cevital di Issad Rebrab. Ferrari ha sintetizzato i punti di forza e i rischi dei progetti in corso. La forza di Piombino è senz’altro rappresentata dalla cultura siderurgica, dalle produzioni di alta qualità, dalla presenza di un porto in espansione, dalla vicinanza con l’Africa e dei rapporti con l’Algeria in particolare. Le debolezze sono rappresentate dal cambiamento di tecnologia produttiva, anche a livello di formazione delle risorse umane, e dai tempi della riconversione.

Nel dibattito è intervento l’ad di Aferpi, Fausto Azzi. Non sono state esenti le critiche sul modo con cui è stata affrontata la crisi Lucchini: anziché ricapitalizzare l’azienda e sviluppare la sua presenza come gruppo internazionalizzato è stata perseguita la strada del suo restringimento perdendo asset importanti. Ma per Azzi, più che criticare il passato, è importante guardare a quel che è stato fatto e al futuro. C’è un 30% di possibilità che un’impresa siderurgica come quella di Piombino riesca ad affrontare e vincere il processo di trasformazione, ma Aferpi conta di potercela fare. Azzi ha confermato che l’azienda è in attesa dell’ordine per un’acciaieria elettrica e per un nuovo treno di laminazione rotaie, una produzione di punta e a maggior aggiunto che nel progetto si vuole sviluppare da 300mila tonnellate a 700 mila.

Grazie anche al lavoro del commissario Nardi, ha sottolineato Azzi, Piombino oggi c’è e non ha subìto la chiusura totale come è accaduto per altri stabilimenti in Europa. I manager Aferpi, pur consapevoli delle difficoltà, continuano dunque a pensare positivo: l’appuntamento non è poi così lontano, entro la fine di marzo è atteso almeno l’avvio del progetto esecutivo dei nuovi impianti.

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di Redazione web