Il Tirreno

Fumata bianca all'Elba sul contributo di sbarco

di Luca Centini
Gli amministratori elbani al termine della riunione
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Gli amministratori elbani al termine della riunione

Sancito l'accordo di massima tra gli otto sindaci dell'isola: sì alle opere comprensoriali, la Gat resta a Capoliveri. Mercoledì la ratifica

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PORTOFERRAIO. La fumata bianca tanto attesa è arrivata. I sindaci dell’isola d’Elba hanno raggiunto un accordo di massima sull’istituzione e l’applicazione del contributo di sbarco, uscendo così dal vicolo cieco istituzionale in cui si erano cacciati in seguito alla lunga serie di liti e riunioni terminate con un nulla di fatto.

I sindaci dell’isola hanno concordato una base di accordo che sarà limata ulteriormente mercoledì prossimo, quando l’intesa dovrà essere ratificata dalla consulta dei sindaci. A quel punto i consigli comunali potranno approvare il nuovo regolamento e le compagnie potranno tornare a riscuotere il gettito, dopo lo stop impresso oltre due settimane fa. Ma in che consiste l'accordo? La quota di prelievo del contributo di sbarco dovrebbe restare ferma a 1,50 euro, in attesa dei pareri della Corte dei Conti che si esprimerà sulla possibilità di ritoccare la quota a 2,50 euro.

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Il gettito del contributo sarà suddiviso in tre parti: una quota alla promozione turistica che sarà gestita dalla Gestione associata del turismo targata Capoliveri, una seconda parte ai Comuni (suddivisione in parti uguali ad eccezione di  Portoferraio che riceverà il doppio) e un'altra quota sarà destinata in modo vincolato alle opere comprensoriali, punto chiesto fortemente da Portoferraio, Campo e Rio Marina. Delle opere comprensoriali  se ne occuperà una nuova gestione associata che opererà in parallelo alla Gat, con Portoferraio favorita nel ruolo di capofila. L'intesa prevede anche una nuova modalità di voto all'interno della consulta dei sindaci (anche in questo caso sarà riconosciuto un peso diverso a Portoferraio). Saranno inoltre le compagnie di navigazione a suddividere il gettito e a distribuirlo in quote ai vari Comuni (con la vecchia imposta il gettito andava tutto a Capoliveri che poi ripartiva i soldi tra i vari Comuni). Insomma il punto di equilibrio, seppur con immane fatica, è stato trovato. Ora i Comuni devono solo concretizzare il lavoro svolto e chiudere una pagina grigia per il sistema Elba. 
 

 


 

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