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C’era una società pronta a gestire il campeggio

C’era una società pronta a gestire il campeggio

Il titolare afferma che la Piombino Patrimoniale non h a accettato il plico presentato nei tempi previsti: «Mi è stato detto che il bando era annullato»

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PIOMBINO. Una srl avrebbe voluto gestire il campeggio Sant’Albinia. Ma la Piombino Patrimoniale non ha accettato il plico sigillato contenente tutta la documentazione prevista, sostenendo che il bando era stato annullato.

Lo afferma Giancarlo Lodovici, amministratore della Turistica Piombinese. Si è appena rivolto ad un legale per tutelare interessi che ritiene essere stati danneggiati.

E’ lui stesso a spiegare perchè. «Venerdì 4 marzo alle 10,45 mi sono recato nella sede della Piombino Patrimoniale. Il bando per la manifestazione d’interesse prevedeva, infatti, la consegna delle buste entro le 12 di quel giorno. Ero l’unico presente. Alle 11 ho bussato e sono entrato per consegnare la lettera che all’interno aveva anche l’assegno di 6 mila euro previsti, il 10% della cifra richiesta per la gestione».

Lodovici afferma che il presidente della Piombino Patrimoniale, Valerio Rossi, si è rifiutato di ricevere il plico. Motivando la decisione con il fatto che il bando era stato annullato. Come già era accaduto col precedente. La causa: l’area risultava ancora occupata dal vecchio gestore dal quale, tra l’altro, l’amministrazione vanterebbe dei crediti.

L’annullamento sarebbe stato comunicato sul sito del Comune. «Cosa che non emerge. Anche adesso, passata la scadenza, il bando risulta chiuso. Non annullato. E non risultano neanche notizie stampa», afferma Lodovici. Che, per tutelarsi, si è fatto mettere nero su bianco le motivazioni del rifiuto del plico ed è tornato a casa con la lettera firmata da Rossi.

Resta il fatto che la supposta mancanza di richieste per la gestione ha accelerato il progetto della vendita del campeggio e dell’area adiacente, concretizzato nell’ultimo consiglio comunale. Dove prevedibilmente tornerà. Il Movimento cinque stelle mette in fila già ora alcune domande sui motivi che avrebbero indotto a rifiutare l’offerta a bando aperto.

«Se il campeggio non era tornato nella disponibilità della Patrimoniale, su quali basi si è provveduto ad emettere ben due bandi per l’affitto? Qualora l’offerta della Turistica Piombino fosse stata regolarmente presentata, il suo rifiuto si potrebbe configurare come danno erariale?», chiede il Movimento. Che soprattutto si domanda: «L’urgenza con la quale si è provveduto ad inserire il campeggio nell’elenco dei beni alienabili e le manifestazioni di interesse pervenute sulla relativa previsione urbanistica di realizzazione di mille posti letto senza specificare la tipologia, sono in qualche modo collegate a questa vicenda»? (v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web