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«Asiu-Rimateria, progetto a rischio»

«Asiu-Rimateria, progetto a rischio»

Cambiaverso chiede più iniziativa alle istituzioni: senza bonifiche impossibili riconversione e sviluppo

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PIOMBINO. La politica tarda a prendere decisioni sul tema dei rifiuti, e intanto il piano di Rimateria rischia di saltare, affondando definitivamente il piano di rientro dei debiti Asiu oltre a mettere a rischio numerosi posti di lavoro.

E’ la tesi di Cambiaverso, che giudica in modo preoccupato il silenzio da parte del Comune e del Pd intorno alle azioni che Valerio Caramassi, presidente di Rimateria sta cercando faticosamente di intraprendere, per mettere in moto una vera politica sul riuso dei rifiuti industriali e sulle bonifiche.

«La fotografia della politica sui rifiuti su cui si misura il gruppo dirigente di Rimateria è ormai piuttosto chiara – dice in una nota Cambiaverso – Asiu che conta circa 20 milioni di debiti, l’impianto di riuso dei rifiuti industriali che non è mai decollato, un’area industriale da bonificare e caratterizzata dalla presenza di discariche a cielo aperto e amianto, il ruolo di Aferpi che su queste partite è sostanzialmente assente. Insomma, i nodi arrivano al pettine e tralasciando una analisi retrospettiva, noi pensiamo che questo grande tema di governo del territorio lo si debba affrontare con un’agenda di governo chiara e caratterizzata da una serie di scelte precise e coordinate».

Per questo Cambiaverso ritiene «urgentissimo rivedere tutta la programmazione urbanistica del Comune che non può essere né emanazione esclusiva delle proposte di Aferpi, né relegata a una sommatoria di iniziative spontanee in un assemblaggio di porti turistici, outlet commerciali, discariche, impianti energetici, industrie agroalimentari e forni elettrici. Le discariche non autorizzate sono già oggi presenti nell’area industriale, così come gli impianti carichi di amianto da smantellare e bonificare. Soluzioni impiantistiche da approfondire e tuttavia sicure e ben progettate possono essere la risposta sia in termini ambientali sia si in termini di riconversione economica». Considerazioni che fanno dire a Cambiaverso che «non ci sarà riconversione e sviluppo senza bonifica e senza impianti dedicati».

Infatti, «senza impianti sicuri, autorizzati e dedicati alla bonifica – è la prosecuzione del ragionamento – rischia di saltare anche il progetto industriale Asiu-Rimateria con tutte le conseguenze gravissime connesse a questo scenario, per i Comuni, i lavoratori e le imprese dell’indotto».

Secondo Cambiaverso «i materiali da riuso come previsto dalle normative possono essere utilizzati per opere infrastrutturali e portuali. E’ necessario quantificare i flussi di materiali, gli sbocchi di mercato e impostare una programmazione territoriale seria e di governo tra materiali primari e secondari». E’ dunque «un’opzione strategica che Rimateria si misuri con i lavori di bonifica delle aree industriali».

Quindi «è necessario reimpostare l’Accordo di programma dove inserire il tema dei rifiuti industriali», e allo stesso tempo viene giudicato «del tutto sensato coinvolgere soggetti privati, a partire da Aferpi, per entrare nel progetto di Rimateria. Su questo occorre una forte iniziativa istituzionale, e Aferpi non può rapportarsi con il territorio senza essere attore protagonista sul fronte dei rifiuti industriali».

La conclusione è che «oggi più che mai c’è bisogno di una politica forte, autonoma e in grado di guidare un disegno di governo che non si limiti alla gestione dei rifiuti industriali. Per questo è davvero apprezzabile l’iniziativa di Rimateria di confronto con la cittadinanza, ma la partita ha risvolti più generali e di governo ed è compito della politica affrontarli con personalità, visione, concretezza e coraggio. Anche perché – chiude – questa volta più che mai, non saranno sufficienti singole scelte gestite sul piano tecnico dalle aziende dei Comuni, e c’è quindi bisogno di un disegno politico di governo del territorio e di assunzione di responsabilità»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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