Sicurezza
«No ai tre Comuni, la priorità è una nuova Unione»
PORTOFERRAIO. «La priorità politica è l’Unione dei Comuni elbani e l'istituzione del contributo di sbarco, non tre Comuni». È quanto spiega Pino Coluccia, consigliere di minoranza a Rio nell’Elba e...
PORTOFERRAIO. «La priorità politica è l’Unione dei Comuni elbani e l'istituzione del contributo di sbarco, non tre Comuni». È quanto spiega Pino Coluccia, consigliere di minoranza a Rio nell’Elba e storico esponente del Pd elbano.
«Da più parti della società elbana, da categorie economiche, da associazioni, da singoli cittadini, è venuto l'appello ai sindaci a ritrovare un'unità d'intenti, invitandoli a rinunciare ad una contrapposizione, inutile quanto dannosa per gli interessi elbani, per la sua economia – spiega Coluccia – E' la richiesta perché prenda corpo una nuova visione dell'isola, nel suo insieme, più aderente agli interessi di sviluppo e crescita e perché maturi finalmente una maggiore consapevolezza e una volontà politica unitaria che superi visioni isolazioniste, municipaliste e particolaristiche, legate a mere convenienze di potere locale e elettorali. Finora non si è voluto raccogliere questo messaggio, perché purtroppo all’Elba si vive, ormai da tempo, una crisi della politica, non più capace d'innovazione, slancio, che sappia guardare al futuro senza egoismi e conservatorismi vari. Perdura una situazione di stallo politico tra i Sindaci che si accusano reciprocamente e si rimpallano le responsabilità».
L’esponente del Pd non crede che questa situazione si possa sbloccare «con espedienti istituzionali quali fusioni fulminee, a tappe forzate, tra due, tre, quattro Comuni, tanto più che, comunque alla fine di questi processi, se riusciranno senza produrre lacerazioni e forzature, si dovrà ugualmente procedere, come del resto prevedeva la proposta del sindaco Lambardi, alla costituzione di una Unione dei Comuni elbani. E questo perché, anche se si dovesse avere i tre comuni, resterebbe aperto il problema di dotare l'Elba di un ente rappresentativo e di governo dell'isola nel suo insieme, superando le attuali frammentate gestioni associate, che gestisca le cosiddette problematiche elbane, sanità, contributo di sbarco, promozione, trasporti, scuola».
Secondo Coluccia la priorità per l’isola è sopperire al vuoto lasciato «dall'esautoramento della Provincia, sia quella di procedere al più presto alla costituzione dell'Unione, che è un vero e proprio ente locale, con organismi propri e condivisi con i Comuni, come segnale di una ritrovata volontà politica di buon governo e solidale dei Sindaci, in modo da risolvere con un accordo, la questione del contributo di sbarco, recuperare queste importanti risorse e progettare insieme su necessità del territorio. Sarà poi all'interno di questa nuova dimensione istituzionale unitaria che è l'Unione, che potrà affermarsi la libera adesione consensuale dei Comuni e delle rispettive comunità all'avvio di processi di accorpamento e fusione di versante o limitrofi. La stessa esperienza collaborativa che si potrà realizzare con l'Unione sarà il miglior viatico per superare ritrosie e sospetti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
