Attenzione
"Rifiuti smaltiti irregolarmente"
Aferpi, la segnalazione di Legambiente riguarda ossidi di ferro mischiati ad olii e per questo classificati come pericolosi
PIOMBINO. L’informazione è di Legambiente. Aferpi scaricherebbe ferrino di laminazione dove non dovrebbe. In zone diverse dello stabilimento e, una parte, nella LI53, l’area da bonificare contigua alla discarica, affidata in gestione a Rimateria.
Si tratta di un materiale classificato come rifiuto speciale pericoloso. Scagliette di ossidi di ferro, di per sè innocue, proveniente dai treni di laminazione. Insieme all’acqua di raffreddamento, ad olii e grassi, finiscono in una vasca per essere poi caricati con una benna e trasferiti. È’ la presenza delle sostanze olose a complicare il quadro.
«In queste condizioni, il ferrino non può essere smaltito neanche in una discarica speciale, se non previa stabilizzazione attraverso un processo industriale specifico. Altrimenti l’unico modo per fare le cose in regola è in una discarica per i pericolosi», afferma il portavoce dell’associazione, Adriano Bruschi.
Ieri Bruschi si è rivolto all’ufficio Ambiente del Comune per segnalare il problema. Un passaggio che materialmente apre una procedura precisa: l’intervento degli enti di controllo. «Siamo stati informati e ci attiveremo subito per verificare quanto esposto da Bruschi», commenta l’assessore Marco Chiarei.
Per Legambiente il nodo da sciogliere è a monte. E riguarda le bonifiche. Non c’è più tempo da perdere. La messa in sicurezza dei materiali da rimuovere ormai è ritenuta insufficiente.
In sostanza, è il momento di togliere i mucchi, di liberare le aree e partire con il risanamento. Iniziando proprio dalla LI53 dove le opere sarebbero già cantierabili.
Da dove devono venire i finanziamenti? Chi se ne occupa e chi se ne preoccupa? Le domande sono le stesse che l’associazione ambientalista aveva formulato a voce alta pochi giorni fa, riassumendo la posizione sui progetti di Rimateria. Incluso lo smaltimento dell’amianto.
C'è il rischio che se non si libera quest'area al più presto e invece si riempiono i volumi del progetto con rifiuti non provenienti dalla LI53, poi non potranno esserci nuovi spazi per accogliere rifiuti provenienti dalla gran parte delle bonifiche. E poi c'è un'ipotesi anche peggiore: se i tempi delle bonifiche non corrispondessero ai tempi del completamento della discarica, Rimateria sarebbe costretta a prendere rifiuti da fuori. «In ogni caso Piombino farebbe la fine di Bagnoli o peggio», ammonisce Bruschi. Che di domande se ne fa un’altra, non da poco. «Da almeno 20 anni a questa parte abbiamo prodotto innumerevoli denunce, foto e testimonianze. Che fine hanno fatto»?
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