Sicurezza
Il sindaco De Santi interpella la Banca dell’Elba e l’Asl
RIO NELL'ELBA. Il tam tam della storia di Gemma Messori, l’artista 56enne colpita da una grave malattia che la costringe a costanti cure fisio-terapeutiche, ha prodotto i suoi effetti. Diffusa la...
RIO NELL'ELBA. Il tam tam della storia di Gemma Messori, l’artista 56enne colpita da una grave malattia che la costringe a costanti cure fisio-terapeutiche, ha prodotto i suoi effetti. Diffusa la notizia, non sono mancate le dimostrazioni di affetto e solidarietà da parte di amici ma anche di persone che nella sua pur breve ma intensa carriera di attrice teatrale la conoscevano e ne apprezzavano il talento. Condivisioni del suo post e poi commenti. Tanti. A dimostrarle l’affetto, sostenendola nella battaglia che sta conducendo per rimettersi di nuovo in piedi e guardare avanti con fiducia. Il primo a farsi promotore di iniziative benefiche è il Comune di Rio nell’Elba, il paese elbano dove lei risiedeva con il compagno Arnaldo e dove si è affacciata la malattia. E dove lei non smette mai di sperare di far ritorno. Per vedere come stanno i suoi cari animali (quattro gatti e due cagnette randagie che lei stessa aveva recuperato dalla macchia e curato).
«Non voglio fare del buonismo di bassa lega - dice il sindaco Claudio De Santi - Ma quando ho letto la sua storia sono stato colpito dalle sue parole e dalla sua grande volontà di voler vivere: Mi sono detto: qui dobbiamo far qualcosa per lei. Così, con i miei più stretti collaboratori, ci siamo messi a studiare le proposte». La prima è quella di interpellare la Banca dell’Elba, perché venga aperto un conto dedicato a lei. «Abbiamo preso contatti con la direzione dell’istituto di credito - continua il sindaco - per studiare le modalità. Aspettiamo a breve che la banca ci comunichi gli estremi del conto aperto, poi lo renderemo pubblico». Ma De Santi vuole anche organizzare altre attività: «Penso anche di rivolgermi all’Asl per sentire se si possono prevedere cure specifiche per la riabilitazione di chi è stato colpito da questa malattia». Attualmente Gemma segue una serie di terapie all’ospedale di Modena, città dove attualmente risiede presso suoi familiari. «Vive con loro - riprende De Santi - e non potrebbe far altrimenti, visto che le è stata sì riconosciuta il 100% di invalidità ma, non avendo avuto lavoro dipendente quando è stata colpita, le viene trasmesso un contributo mensile di circa 250 euro. Si può essere indipendenti con quella cifra?». (l.c.)
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