Il Tirreno

Il nuovo libro di Paola Cereda

PORTOFERRAIO. Al paese di Fosco non si può andare al mare, non si possono leggere i giornali, le donne sono come schiave e non si può far niente se non lo decide il boss Totonnu. Regna l’ignoranza e...

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PORTOFERRAIO. Al paese di Fosco non si può andare al mare, non si possono leggere i giornali, le donne sono come schiave e non si può far niente se non lo decide il boss Totonnu. Regna l’ignoranza e l’oppressione. Ma c’è Irene che sogna quello che le pare e lo dipinge, portando aria di libertà: un simbolo di speranza.

È questa una chiave di lettura del libro “Le tre notti dell’abbondanza” (Piemme) di Paola Cereda, che sarà presentato oggi alle 16,30 alla Gran Guardia, con un’iniziativa patrocinata dal Comune mediceo, nell’ambito delle celebrazioni per l’8 marzo.

La giovane scrittrice è molto legata all’Elba e non a caso in “Se chiedo al vento di restare”, altro suo libro di successo, si respira l’atmosfera dell’isola con le sue caratteristiche. A presentare il volume Licia Baldi, già docente di materie letterarie al liceo Foresi, e lo scrittore Federico Regini, oltre che, in veste di interprete di alcuni brani del volume, Manuela Cavallin, con Sofia e Pietro al pianoforte.

L’autrice è una psicologa torinese, capace di uno stile narrativo asciutto e colorito, capace di creare forti emozioni. Un evento azzeccato quello scelto, con un testo che dimostra come siano le donne a tentare una via d’uscita dal triste mondo mafioso. Cereda è stata anche finalista al Premio Calvino 2009 con il romanzo “Della vita di Alfredo” (Bellavite).

Stefano Bramanti

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