Sicurezza
Contestate le Pari opportunità
L’associazione Ex Aequo sollecita una nuova composizione della commissione
PIOMBINO. «Commissione pari opportunità: ci sei»? La domanda se l’è fatta Ex Aequo libera organizzazione di persone che ieri pomeriggio, all’esterno della sala consiliare, ha portato uno striscione e fatto circolare un volantino.
Immediata la reazione della presidente Cpo, Lorena Tommasi, che ha abbandonato l’aula seguita dai colleghi del Pd. E’ venuto così a mancare il numero legale e, mentre si discuteva di Apea, il consiglio si è chiuso anticipatamente.
Ex Aequo era lì perché doveva essere la seduta in cui si sarebbe discusso del documento del Movimento Cinque stelle per la modifica della composizione della Commissione pari opportunità. Slittato, a questo punto, al prossimo consiglio.
L’associazione spiega così la sua iniziativa: «Così come è articolata adesso, la Commissione pari opportunità non funziona. Dal suo insediamento, il 2 aprile 2015, è riuscita a riunirsi solo altre due volte». E aggiunge: «Si sono prodotte, più per decisioni di vertice che per altro, poche iniziative, poca cultura, poca sostanza. E mentre si rinnovano attacchi alla condizione delle donne sul lavoro (più sfruttate e più ricattabili) e fuori (femminicidi, violenze, legge sull’interruzione volontaria di gravidanza svuotata dall’obiezione di coscienza) si rafforza la necessità di estendere il confronto ad altre forme di discriminazione. A partire da quelle legate all’orientamento sessuale delle persone. I temi sono tanti. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E soprattutto c’è da rimboccarsi le maniche».
«Ampliare il raggio d’azione di questa commissione - così termina il volantino - è necessario e urgente. Escludere gli uomini e soffocare la rappresentanza della società civile, è un fatto fuori dal tempo».
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