Il Tirreno

Consigli di quartiere, la maggioranza si arrende

di Alessandro De Gregorio
Consigli di quartiere, la maggioranza si arrende

Approvata la delibera che archivia definitivamente le prime nomine II Pd potrà piazzare un solo rappresentante in ciascuna circoscrizione

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PIOMBINO. Il consiglio comunale ha certificato la vittoria del M5s sulla questione dei consigli di quartiere. Dopo due sentenze del Tar, era scontato che il consiglio (o meglio, il Pd) si adeguasse.

Meno scontato quel che succederà d’ora in poi. Dopo quasi due ore di discussione, anche di polemiche ma dagli accenti soft, i segnali di pace si sono infranti sui toni di sfida lanciati ancora una volta dal consigliere e segretario dei democratici Ettore Rosalba, che ha accusato il M5s di aver «lucrato» sul ritardo del Pd aggiungendo che «i nostri volontari ci saranno e vi controlleranno come voi fate con noi». E’ stato l’intervento che ha preceduto il voto sulla delibera, passata grazie a M5s, Un’altra Piombino, Ascolta Piombino, Forza Italia e Rifondazione comunista. Astenuta la coalizione di governo: Pd, Sinistra per Piombino, Spirito libero.

I vecchi parlamentini, mai entrati in servizio, sono dunque definitivamente archiviati. Nei nuovi ci sarà solo un rappresentante del Pd, questo ormai è certo viste le aperture degli stessi Cinque stelle e le posizioni degli altri consiglieri. Ma chi, e al posto di chi, è tutto da decidere. Ci dovranno essere nuovi incontri, nuovi accordi. E, su richiesta pressoché unanime, nei prossimi giorni il presidente del consiglio comunale Angelo Trotta convocherà la commissione statuto per rivedere anche l’attuale regolamento.

La discussione di ieri mattina, davanti a un pubblico numeroso composto in gran parte da studenti, ha rimesso le lancette degli orologi indietro, al 9 ottobre scorso, quando il M5s portò in consiglio una delibera con cui si indicava la nuova composizione dei consigli di quartiere. E in quella lista non figuravano rappresentanti del Pd. Come ieri mattina, anche quella delibera fu presentata dall’assessore Paola Pellegrini ma allora il Pd la fece bocciare. Ieri il Pd ha lasciato che venisse approvata. Perché le cose sono cambiate e la seconda sentenza del Tar ha chiuso la partita. Una partita lunghissima, estenuante, per molti versi più una questione di principio.

Ripercorriamola. Il Pd, vinte le elezioni del maggio 2104, avrebbe dovuto indicare la propria lista di rappresentanti per i consigli di quartiere. Non lo fece nei tempi indicati dal regolamento, ovvero due mesi, ma una ventina di giorni dopo la scadenza. Fu subito scontro col M5s. Le cose peggiorarono quando la maggioranza modificò il regolamento in modo retroattivo approvando una mozione in questo senso. Era il 5 novembre 2014 e da lì scattò il primo ricorso al Tar presentato dal M5s. Quel ricorso fu accolto nel giugno 2015. Il 9 ottobre, il M5s portò dunque in consiglio la nuova composizione dei quartieri, formati da tutte le componenti meno il Pd. La riproponiamo.

Porta a Terra Desco: Francesco Vagelli, Silvia Gianfaldoni, Annalisa Trio e Francesco Gaeta (M5s), Maria Concetta Mondello (Uap), Valter Mugnaini (Sl), Andrea Marianelli, Marco Fosco (Pdrc), Mario Cristiani (Forza Italia), Roberto Bonanni (Ap), Nicla Robba (Spp).

Salivoli: Maicol Mosci (Spp), Carlo Luci (Uap), Ettore Ferè (Sl), Paolo Fedi e Chiara Dini (Pdrc), Fiorella Cappagli e Monica Bartolini (Ap), Ernesto Gianfaldoni, Giorgio Tongiorgi, Daniele Bientinesi (M5s), Massimo Montanari (Forza Italia).

Populonia: Paolo Pedroni (Spp), Roberto Guagni (Sl), Lauro Zucchelli (Ap), Enrico Nannini e Daniele Quinti (Uap), Manuela Parra, Enzo Papi, Andrea Papi e Ciro Fusco (M5s), Elio Settepassi (Forza italia), Federico Marrini (Pdrc).

Riotorto: Luciano Giannoni (Spp), Stefano Menicagli (Uap), Massimo Lami (Pdrc), Egidio Pizzi (Ap), Arianna Fiorini, Fulvia Rossi, Sonia Lomolino e Luana Gorini (M5s), Paolo Bianchi e Nicola D’Archi (Forza Italia), Simone Bartoli (Sl).

Il Pd fece bocciare quella delibera. Il M5s presentò un secondo ricorso al Tar, vincendo pure quello.

E siamo a oggi. Nei giorni scorsi il Pd ha battuto molto sul tasto della rappresentanza democratica. Lo ha ripetuto anche ieri il capogruppo Rinaldo Barsotti: impensabile che il partito di maggioranza non abbia voce nei quartieri. Il M5s aveva già risposto, a mezzo stampa, offrendo un posto (di tutti gli altri partiti, e non solo del M5s come ha ribadito Daniele Pasquinelli) a un rappresentante del Pd per ciascuno dei quattro quartieri. E il Pd dovrà farselo bastare.

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