Sicurezza
Populonia resta senza prima elementare
A rischio la formazione della classe. Ma i numeri dicono che anche altri istituti potrebbero avere presto problemi
PIOMBINO. È a rischio la formazione della prima classe alla scuola elementare di Populonia. Sono soltanto dieci i bambini che dal prossimo settembre potrebbero frequentare le lezioni. Ma il condizionale è obbligatorio. Perché i remigini sono pochi, rispetto alle normativa che regola la formazione delle classi: minimo 15, massimo 26. Salvi i casi di presenza di alunni disabili.
Le deroghe sono possibili nei Comuni di montagna, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche dove il numero minimo è di 10 alunni. E non è questo il caso. C'è preoccupazione tra i genitori per i quali la storica, piccola scuola della frazione, rappresenta un punto di riferimento valido da molti punti di vista. Anche perché c'è la consapevolezza dell'effetto domino che avrebbe in prospettiva la mancata formazione della prima. Finora la situazione in qualche modo ha retto. I numeri, seppure non sempre facilmente, sono stati raggiunti. E adesso una sezione è completa. Dalla prima alla quinta.
L'assessore all'Istruzione, Margherita Di Giorgi, afferma che l'amministrazione comunale non ha potere decisionale sulla formazione delel classi. «Non si tratta di asili nido o di materne. La palla è nelle mani del ministero e quindi del dirigente scolastico. Purtroppo stanno venendo al pettine i nodi del calo demografico. E prima o poi investiranno anche i servizi scolastici per i più piccoli». La situazione è destinata ad investire tutte le scuole cittadine. Ma la dimensioni ridotte del plesso di Populonia - di competenza del Primo circolo didattico - ne rendono assai più difficile la sopravvivenza. I genitori, però, non intendono lasciare niente di intentato per difendere la scuola.
Il caso di Populonia è un segnale poco edificante. Un campanello d'allarme che anche i dati anagrafici dello scorso anno fanno suonare più forte. A Piombino il saldo demografico è negativo. Lo è stato anche l'anno scorso. Le morti hanno superato le nascite. Nel 2015 la natalità si è fermata a 190. I bambini italiani registrati alla nostra anagrafe sono stati 155, 35 gli stranieri. Anche la popolazione residente è in calo. Nel 2015 si è fermata a 34.069. Circa trecento abitanti in meno rispetto al 2014. Negli ultimi 14 anni la punta massima si era registrata nel 2010, quando si arrivò a quota 35.075. Da allora il segno è sempre stato negativo. Tranne che nel 2013 quando un timido più 0,6 aveva invertito la tendenza.<QM>
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
