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Vento, danni a Poggio al Molino

Vento, danni a Poggio al Molino

L’archeologa Megale: «Ho bisogno di una mano, arrivano le scuole»

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PIOMBINO. Gli ultimi eventi atmosferici, in particolare il vento di questi giorni, hanno creato danni importanti all’area archeologica di Poggio al Molino, che si estende sui versanti settentrionale ed orientale di un promontorio che fa da spartiacque tra la spiaggia di Rimigliano a nord e il Golfo di Baratti a sud.

Per questo dall’archeologa Carolina Megale arriva un appello per sensibilizzare la società civile e chiedere una mano per rimettere a posto le cose e rendere l’area nuovamente fruibile.

«Poggio del Molino - scrive la Megale - è stata devastata dal libeccio: ci sono pini caduti, rami troncati. Le foto (qui accanto ne vedete alcune, ndr) non rendono la tragica realtà. La manutenzione straordinaria dell'area è a carico del Comune, ma sembra che non mi possano aiutare».

«L'ho scoperto ieri - scrive ancora la Megale - dopo due mesi di assilli. Noi per il 2016 abbiamo già speso € 5.000 per il restauro dei mosaici e impegnato altri € 5.000 per le coperture temporanee; € 20.000 saranno spesi per lo scavo archeologico. Le stesse cifre del 2015 e degli ultimi 8 anni: sono tutti soldi privati. Tra una settimana inizieranno le visite scolastiche e l'area non è pronta ad accogliere gli studenti. Sto cercando una ditta che tolga i pini e tenga il legno. Ho bisogno di una mano, non di soldi, di una mano».

L’appello è rivolto ai cittadini: del resto i beni archeologici non hanno un valore in sé ma hanno un valore relazionale, cioè quello che una comunità riconosce loro. (g.f.)

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