Sicurezza
«Sì all’Unione dei Comuni ma ora servono i fatti»
Comune dei Cittadini apprezza l’accelerata data dal Pd, ma avverte «Basta che non sia il solito annuncio, il territorio ne ha bisogno»
CAMPIGLIA. Sull’Unione dei Comuni e l’accelerata che il Pd pare dare in queste settimane interviene Comune dei Cittadini.
«Speriamo - scrivono - che non sia l’ennesimo annuncio. Nel Pd qualcosa sembra muoversi sull’ Unione dei Comuni. Dopo averlo incluso nei programmi elettorali del 2009 e disatteso per sette anni, oggi il Pd rilancia l’obiettivo della costituzione l’Unione dei Comuni della Val di Cornia e propone di coinvolgere la Val di Cecina e le Colline Metallifere in un progetto di riordino delle istituzioni locali. Siamo d’accordo perché questo è ciò che andiamo sostenendo dal 2009: subito l’Unione dei Comuni della Val di Cornia e avvio contestuale di rapporti con i territori limitrofi, Elba compresa, per costruire un ambito di programmazione territoriale corrispondente alla natura reale dei problemi di questi territori, dalle politiche infrastrutturali alla gestione dei servizi alle persone».
«Finora l’assenza di un aggregazione ha reso più difficile usare tutte le risorse dei nostri territori per rispondere in modo più efficace alla crisi dell’industria siderurgica; ha lasciato soli i Comuni nel gestire i processi di riorganizzazione delle funzioni amministrative imposti da leggi dello Stato con aggravio si spese; ha favorito il riemergere di municipalismi e talvolta di un’arroganza istituzionale che sembrava scomparsa in Val di Cornia; ha spinto alla scellerata decisione della fusione tra Campiglia e Suvereto; ha indotto Piombino, da solo, a sostenere il passaggio nella Provincia di Grosseto, poi dimenticato nel volgere di pochi mesi».
«Gli effetti negativi ci sono stati anche nella gestione dei servizi associati. L’Asiu/Tap ha accumulato debiti senza aver risolto né la questione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, né il riuso dei rifiuti industriali. Nella gestione dei parchi è venuta meno la visione unitaria e solidaristica che ha consentito a Piombino di appropriarsi arbitrariamente delle entrate dei parcheggi. Il peso della Val di Cornia nell’indirizzo e controllo di servizi essenziali come la sanità e l’acqua è stato nullo. La già moribonda stagione della pianificazione urbanistica coordinata è finita, prova ne è che il cosiddetto ufficio di piano è costituito solo tra Piombino, Campiglia e San Vincenzo e che, peraltro, ogni Comune fa tutto per conto proprio. Diciamo dunque si all’Unione dei Comuni subito, ma con altrettanta fermezza denunceremo i ritardi e le contraddizioni che fino ad oggi hanno segnato la vera politica del Pd e delle amministrazioni che governa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
