Il Tirreno

«Fare subito l’Unione dei Comuni»

«Fare subito l’Unione dei Comuni»

Convegno del Pd con tutti i sindaci della Val di Cornia: è già approvata dai consigli da molti mesi

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PIOMBINO. Va fatta quanto prima l’Unione dei Comuni in Val di Cornia, visto che i consigli comunali dei vari Comuni l’hanno approvata ormai da molti mesi.

È quanto emerso nel corso delle giornata di lavoro organizzata dalla federazione Pd Val di Cornia Elba su riforma della Costituzione e degli assetti istituzionali locali. La giornata articolata in due parti, la prima dal taglio più seminariale e la seconda più politica, è stata la prima occasione di approfondimento rispetto a temi importanti che hanno a che fare con le democrazia. Nel pomeriggio i relatori rispondendo anche alle domande dei partecipanti hanno illustrato i contenuti della riforma della Costituzione, in occasione del referendum del prossimo autunno, e le implicazione sugli enti locali, anche alla luce delle nuove opportunità per i comuni contenute nelle nuove norme a sostegno dei processi sia di unione di comuni sia di fusione fra comuni. Alle domande del pubblico che numeroso ha affollato la sala convegni di Marina di Salivoli, hanno risposto il segretario regionale Pd Dario Parrini e il sottosegretario all'ambiente Silvia Velo che si sono concentrati sulla riforma costituzionale, Gianni Anselmi che ha spiegato l'angolazione regionale e in particolare il lavoro che il Consiglio regionale sta facendo per ridisegnare la Toscana dopo l'abolizione delle province, e poi Silvia Bolgherini, ricercatrice dell'Università di Napoli ed esperta di comuni che ha fatto il quadro aggiornato delle unioni di comuni, cioè degli strumenti che consentono ai comuni, pur mantenendo la propria autonomia, di cooperare fra di loro, accorpando uffici e funzioni, Sabrina Iommi dell'Irpet ha spiegato i dati economici e sociali a sostegno di tali processi di semplificazione istituzionale e Riccardo Nocentini della segreteria regionale Pd esperto di fusioni ha illustrato invece tutte le opportunità politiche e finanziarie per i comuni che decidono di fondersi fra di loro.

Nella seconda arte della giornata, alle 21, si è svolta una tavola rotonda fra i sindaci e i rappresentanti Pd della Val di Cornia e dei territori limitrofi coordinata da Guido Fiorini del Tirreno.

Durante il confronto i sindaci della Val di Cornia, incalzati dalle domande di Fiorini, hanno spiegato lo stato dell'arte e in particolare il lavoro fin qui svolto per la nascita dell'Unione di comuni, votata in tutti in consigli comunali, in particolare il rinnovo dell'ufficio di piano per quanto riguarda il governo del territorio, il progetto per il servizio socio sanitario che, com'è noto, si propone di integrare diversi ambiti territoriali a partire da Val di Cornia e Bassa Val di Cecina, e la funzione associata al turismo con il nuovo ruolo della Parchi Val di Cornia. Erano presenti anche il sindaco di Massa Marittima e il segretario del Pd di Follonica in rappresentanza delle Colline Metallifere, che hanno parlato dell'interesse di quel territorio a collaborare con la Val di Cornia e dei rapporti che fra questi ambiti si sono intensificati proprio in questi mesi in cui si parla di sanità, senza nascondere le difficoltà a superare un confine che ancora permane fra le due diverse aziende sanitarie. C'era anche Lorenzo Lambardi per l'Elba che ha rilanciato la sua proposta, tre comuni di versante e una Unione di comuni dell'Elba, per provare a superare le divisioni che anche in questi giorni si sono riproposte.

In definitiva, in un contesto in trasformazione, arriva la proposta del Pd Val di Cornia Elba delineata anche dal segretario Valerio Fabiani: dopo il lavoro di questi mesi, i tempi sono maturi per andare alla costituzione dell'Unione di comuni, partendo dai comuni della Val di Cornia, ma con l'ambizione di coinvolgere anche i comuni di tutto il territorio che ci proponiamo di unificare, dalla Val di Cecina alle Colline metallifere passando per la Val di Cornia. La prospettiva è quella di collocare all'interno di questo nuovo ambito territoriale tutte le politiche strategiche di area, dai servizi ai grandi temi dello sviluppo. Uniti i territori e dotati di strumenti comuni di governo, si intende poi rilanciare le fusioni, in maniera nuova, facendo tesoro degli errori del passato e sollecitando processi che partano dal basso, scommettendo sul protagonismo delle comunità.

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