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azzi al convegno sulla siderurgia

«Progetto Aferpi complesso ma le opportunità ci sono»

 «Progetto Aferpi complesso ma le opportunità ci sono»

PIOMBINO. Nella giornata conclusiva del convegno sulla storia della siderurgia, organizzato in memoria del professor Ivan Tognarini, il dibattito sui temi della valorizzazione culturale della memoria...

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PIOMBINO. Nella giornata conclusiva del convegno sulla storia della siderurgia, organizzato in memoria del professor Ivan Tognarini, il dibattito sui temi della valorizzazione culturale della memoria siderurgica, si sono mescolati con quelli di stretta attualità, legati alla sfibrante attesa per la concretizzazione dei progetti annunciati da Aferpi.

All’ingresso i convegnisti hanno trovato un presidio di “Minoranza sindacale” e “Camping cig” (nella foto), che hanno ribadito con un volantino la loro convinzione «che il Progetto piombino non esiste più. Cevital ha come unico obiettivo il superamento della soglia dei due anni dal momento dell’acquisto, poi non sarà più vincolata al mentenimento dei livelli occupazionali e delle attività imprenditoriali, né al rispetto di nessun accordo. Occorre con urgenza un piano alternativo, che tenga conto delle necessità del territorio e che rappresenti ua possibilità di sviluppo il più sostenibile possibile».

Per questo i due gruppi chiedono «il coinvolgimento di tutti i lavoratori e della cittadinanza in un’ampia mobilitazione».

All’interno poi si è svolto il dibattito, dove il più atteso era l’ad di Aferpi, Fausto Azzi. «Le dinamiche industriali devono essere in grado di rispondere a un mercato senza protezioni – ha detto – Fondamentale è investire principalmente in ricerca e sviluppo, mentre i governi si devono preoccupare di come le imprese possano essere competitive nel futuro».

Per Azzi «a Piombino sono state fatte scelte coraggiose molto importanti, ma l’acciaio ha dinamiche terribili nell’immediato. La riorganizzazione delle dinamiche e dei fattori produttivi è una cosa alla quale dobbiamo abituarci, dobbiamo avere la capacità di cambiare».

«Gli studi dicono che l’acciaio ora è in crisi – ha proseguito – ma nel medio-lungo periodo no. C’è la richiesta di infrastrutture e non possiamo dire che il mercato dell’acciaio è finito. Il progetto Aferpi è complesso, anche dal punto di vista finanziario, ma le opportunità ci sono, e spero non vengano fuori atteggiamenti distruttivi e pessimisti».

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