La protesta
Nessuno paga il biglietto sull'autobus, la denuncia dei sindacati
Accuse a istituzioni e Tiemme: "Nessuno interviene"
PIOMBINO. Non pagare il biglietto, un problema dilagante e ormai tollerato.
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti della Tiemme registrano «con profondo rammarico che gli appelli lanciati negli ultimi anni sono caduti nel vuoto. Più volte abbiamo lanciato un allarme alle istituzioni e alle aziende di trasporto pubblico di questo territorio per l’evasione dei biglietti constatando, nostro malgrado, che questo fenomeno sia conosciuto e ormai tollerato. E’ difficile combattere un fenomeno così dilagante con un numero esiguo di addetti alla mansione di verifica (oggi è presente una sola squadra di controllori per tutta la Val di Cornia-Val di Cecina); non considerando poi i rischi incontrati dal personale al momento delle verifiche dei titoli di viaggio, visto l’aumento di aggressioni (nel migliore dei casi verbali) che ormai leggiamo quotidianamente sulla stampa. Siamo certi che il contrasto all’evasione sia doveroso nei confronti di tutti i cittadini onesti che quotidianamente pagano un servizio così importante per la collettività. Riteniamo ingiusto cercare costantemente aumenti di produttività, per abbassare il costo del lavoro, per quei dipendenti del trasporto pubblico che a oggi sono impegnati per circa 9 ore giornaliere per 6 giorni settimanali per uno stipendio mensile di circa mille euro, senza invece impegnarsi nel recupero delle somme derivanti dal mancato incasso dei biglietti».
I sindacati parlano di un servizio «che non viene incontro alle esigenze dell’utenza (ci riferiamo a una rarefazione dei servizi in termini di orari e di copertura del territorio e ad una mancata sinergia tra i vari vettori come treni e navi), ci sembra che la politica della Val di Cornia abbia abbandonato il trasporto pubblico a se stesso, in controtendenza al resto d’Italia e dell’Europa. Vorremmo sapere che risposte il personale viaggiante deve dare a tutti quegli utenti che, pagando regolarmente il biglietto, pretendono giustamente che lo facciano anche tutti gli altri passeggeri che usufruiscono del servizio. Confidiamo, ancora una volta, in un intervento da parte delle istituzioni e delle aziende di trasporto pubblico per contrastare tale fenomeno».
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