Sicurezza
Bagnaia, la Finanza acquisisce gli atti
Militari in Comune su ordine della Procura della Repubblica: il magistrato vuol vedere chiaro sulla messa in sicurezza
RIO NELL'ELBA. Militari della Guardia di Finanza appartenenti alla Compagnia di Portoferraio, ieri mattina, sono entrati nella sede del Comune per requisire, su ordine della Procura della Repubblica di Livorno, atti che, presumibilmente, si dovrebbero riferire ai lavori di messa in sicurezza nella frazione di Bagnaia. E immediato anche il comunicato che, sempre ieri, è stato emesso dalla sede del municipio di Rio Elba.
«Il sindaco - si legge nella nota - comunica di non voler allo stato attuale commentare le circostanze. Né ritiene di fornire chiarimenti o dettagli, in ossequio al principio del segreto istruttorio, ma fa presente che l'Amministrazione di Rio nell'Elba continuerà a prestare ogni più ampia collaborazione che fosse eventualmente richiesta dalle Autorità competenti, come ha sempre fatto. Il sindaco ribadisce con l'occasione che ogni atto ufficiale svolto dall'Amministrazione, passato, presente e futuro, non può e non deve intendersi in alcun modo imputato a motivazioni personali o politiche, ma solo alla esigenza di rispetto della legge e di tutela del pubblico interesse, quali che siano le critiche che possano derivarne da parte di chicchessia». Raggiunto poi telefonicamente ha poi puntualizzato: «Intendo ribadire - ha detto - che questa attività non è stata mossa da me, ma è stata stimolata prima dalla Procura della Corte dei Conti e poi da quella della Repubblica». E intanto si deve registrare un intervento del primo cittadino riese in risposta alla segreteria Funzione Pubblica della Cgil e di nuovo al Circolo Pd di Rio nell'Elba in merito alle vicende relative alle opere di messa in sicurezza di Bagnaia e agli atti conseguenti adottati dall'Amministrazione comunale di Rio nell'Elba. «A parte la forte terminologia usata sulla stampa riguardo a questa vicenda - ha dichiarato De Santi - sia da parte del Pd riese, sia da parte della segreteria Funzione Pubblica Cgil, e che sarà valutata nelle sedi opportune, si ribadisce ulteriormente che la messa in mora è stata un atto dovuto in quanto espressamente richiesto dalla Procura della Corte dei Conti. La messa in mora ha lo scopo di interrompere i termini prescrizionali, e non è un atto sanzionatorio, che quindi non richiede comunicazione di avvio del procedimento. Risultano ben sette messe in mora avviate precedentemente, riguardanti funzionari e tecnici, ma senza preventiva richiesta da parte della magistratura contabile e quindi effettuate solo su iniziativa dell'Ente comunale. Di queste tre sono state già dichiarate insussistenti e, per quanto mi risulta, questo senza nessun intervento pubblico dei sindacati. Una di queste messe in mora precedenti addirittura a suo tempo ha dato anche avvio a procedimento disciplinare dell'allora funzionario in carica ma non mi risulta - conclude - che sia stato fatto tutto questo polverone mediatico». (l.c.)
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