Il Tirreno

«Creiamo un comitato per l’Elba Occidentale»

di Luigi Cignoni
«Creiamo un comitato per l’Elba Occidentale»

Federico Galli elaborò il progetto di fusione degli otto Comuni elbani, poi bocciato dal referendum: «Ripartiamo unendo quelli del versante»

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CAMPO NELL'ELBA. Verso la semplificazione amministrativa sulla maggiore isola della Toscana e di conseguenza, anche, l'istituzione di un Comune unico. Obiettivo, questo, a lungo termine, sul quale però pesa negativamente come un macigno l'esito referendario che si è registrato circa tre anni fa con una sonora bocciatura della maggioranza degli elbani. Oggi più che mai però, soprattutto a seguito dei recenti diatribe che vedono ancora distanti fra loro i rispettivi soggetti istituzionali sul contributo di sbarco, si avverte la necessita di una condivisione d'intenti e quindi allo stesso tempo di un'unica gestione della cosa pubblica, per contare di più, per far sentire meglio la propria voce, per rispondere in maniera più diretta alle richieste degli amministrati. È forse con questo spirito che, in varie stanze, in diversi consessi non si è mai smesso di pensare (se non proprio al Comune unico) almeno a una formula che possa snellire la vita amministrativa delle otto municipalità dell'isola, adattandola alle recenti necessità e ai bisogni di una società in costante trasformazione.

Così abbiamo avvicinato Federico Galli, 27 anni cittadino di Campo nell'Elba. Già 3 anni orsono si occupò della semplificazione amministrativa, elaborando il progetto di fusione degli otto Comuni elbani. Lo fece per conto dell'Università di Pisa e del Comitato promotore per il referendum sul Comune Unico dell'Isola d'Elba. Tale progetto divenne poi la sua tesi di laurea triennale in Economia aziendale.

«Fin dal giorno seguente alla bocciatura del Comune Unico - afferma Federico Galli - mi sono convinto che l'unica soluzione che permettesse di risolvere buona parte dei problemi amministrativi dell'Elba e che, allo stesso tempo, fosse accettabile per noi elbani fosse quella della creazione di un Comune per l'Elba Occidentale e uno (o al massimo due) per l'Elba Orientale, lasciando Portoferraio al suo posto. Seppur io creda che anche nel versante orientale ci sia bisogno di una semplificazione amministrativa, la mia attenzione si rivolge ad occidente, visto che lì sono le mie origini e il mio futuro e considerato che i due versanti dell'isola non hanno alcun obbligo di procedere per questa strada in maniera unitaria e concomitante».

È arrivato il momento di passare dalle proposte ai fatti; e le proposte che avanza Galli sono concrete. Partire intanto dalla formazione di un comitato promotore per l'istituzione del Comune dell'Elba Occidentale.

«A mio parere continua il neo dottore - è fondamentale che il comitato non abbia alcuna connotazione politica. Dovrà occuparsi di affiancare e di coordinare le tre amministrazioni comunali di versante, per raggiungere questo grande obiettivo. In particolare dovrà inizialmente studiare e creare un percorso che porti, stabilendo delle scadenze e dei tempi certi, ad integrare e a fondere gradualmente tutti i servizi e tutti i regolamenti comunali attualmente in vigore, al fine di evitare deleterie fusioni a freddo». Solo in un secondo tempo il comitato penserà a un progetto concreto riguardante la struttura e il contenuto dello statuto del futuro ente. Allo stesso tempo sarà chiesto l'intervento della Regione sull'accorpamento e l'indizione del referendum popolare per l'istituzione del Comune dell'Elba Occidentale. «Intanto potremmo iniziare a prendere i primi contatti aggiunge Galli - per riuscire a costituire il comitato promotore e a partire appena la stagione volgerà al termine. A tale scopo ho creato una casella di posta elettronica (comune.elbaoccidentale@gmail.com). Chiunque voglia può scrivere per proporre idee in merito o semplicemente per dare una prima, embrionale adesione a questo progetto».

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