Sicurezza
Il sindaco mette in mora la funzionaria
Nuovo scontro sulla messa in sicurezza di Bagnaia. Cgil e Pd difendono la dipendente. «Una persecuzione di De Santi»
RIO NELL’ELBA. È ancora bufera sul piccolo Comune di Rio nell’Elba. Con una delibera di giunta l’amministrazione guidata dal sindaco Claudio De Santi ha deciso di mettere in mora l’ex responsabile dell’area finanziaria Marcella Merlini. Si tratta di un nuovo capitolo della vicenda, quanto meno intricata e pesante, legata alla crisi finanziaria dell’ente e, più precisamente, al caso dei lavori per la messa in sicurezza di Bagnaia.
«L'amministrazione – si legge nella delibera della giunta comunale di Rio nell’Elba – prende atto della nota trasmessa dalla Corte dei Conti dello scorso 4 febbraio con la quale si richiede di procedere con urgenza alle messe in mora dei presunti responsabili. Per questo viene dato mandato al sindaco di porre in essere tutti i necessari atti volti al fine di provvedere cautelativamente per tutelare gli interessi dell'amministrazione». Era stato lo stesso sindaco De Santi a riportare agli onori della cronaca la vecchia vicenda del fosso di Bagnaia, i cui lavori per la messa in sicurezza non sono mai stati completati, citando una nota del nostro revisore contabile evidenzia un presunto ammanco di 600mila euro nel corso di un consiglio comunale aperto del 18 dicembre scorso. Nell’occasione De Santi spiegò inoltre come il Comune fosse a un passo dal dissesto finanziario.
Sindacato infuriato. Ma la messa in mora dell’ex responsabile finanziaria, tutt’ora dipendente del Comune, ha creato una polemica molto dura.
«Dopo 40 anni di onorato e scrupoloso servizio, la responsabile del settore finanziario si trova messa in mora, senza essere stata mai ascoltata prima e meglio di altri – spiega in una nota durissima la Cgil Fp – riteniamo questo un atteggiamento ignobile e di basso profilo politico, ci pare evidente che il sindaco abbia perso il controllo della gestione politico-amministrativa dell'ente, questo è riscontrabile già dall’apertura dello stato di agitazione del personale, precisando fin da ora che, dopo il tavolo di raffreddamento avvenuto in Comune, dove sembrava ci fosse condivisione sul come affrontare la vertenza, ad oggi non abbiamo più avuto risposte, tranne leggere che l' impegno del sindaco è quello di punire chi non la pensa come lui, anziché cercare di governare nell'interesse generale del Comune».
Pd all’attacco. Sulla questione è intervenuto anche il circolo del Pd di Rio nell’Elba. «Il sindaco ha proceduto alla messa in mora della funzionaria comunale con il dichiarato intento di sospendere la decorrenza dei termini di prescrizione di un procedimento intentato nel 2011 dall'allora minoranza, nei confronti della medesima funzionaria – spiegano dal partito – Tale provvedimento, peraltro carente di motivazioni ed in difetto istruttorio, per non aver, prima di emetterlo, mai richiesto valutazioni e spiegazioni alla stessa funzionaria sulla fondatezza delle osservazioni contabili ad essa rivolte dal revisore, sia stato dettato da una volontà persecutoria e vessatoria, nei confronti di chi ha gestito, secondo noi con scrupolo e diligenza, la contabilità dell'amministrazione comunale di Rio, per anni».
«Il sindaco – aggiungono dal pd – continua la propaganda elettorale contro l'esperienza amministrativa di sinistra passata e futura, inventandosi dissesti finanziari e dilapidazione di risorse e, invece di amministrare, improvvisandosi autorità investigativa e poliziesca, spendendo risorse pubbliche per consulenze inutili quanto faziose, e qui sarebbe utile sapere l'opinione della Corte dei Conti. A questo si aggiunge la grave situazione nella quale è stata ridotta la macchina amministrativa, dove regna la confusione e in qualche caso la mortificazione di ruoli e funzioni, dove sono venute meno regole comportamentali e procedurali ed il rispetto professionale di chi ci lavora».
Il sindaco si difende. Claudio De Santi ha risposto in modo immediato all’attacco del Pd locale. «La messa in mora è solo un atto obbligato della giunta comunale e del sindaco per una indagine aperta da anni che oltretutto non riguarda la mia amministrazione e un atto oltretutto richiesto dalla Procura della Corte dei Conti – spiega De Santi – affermare che organi istituzionali propugnano tramite la mia persona atti vessatori ed intimidatori è sufficientemente grave. Chiedere al sindaco ulteriori attività su una materia riguardante un procedimento aperto e guidato dalla Procura della Corte dei Conti è impossibile».
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