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Isola in 3 Comuni, Confindustria preme

Isola in 3 Comuni, Confindustria preme

L’associazione di categoria favorevole alla proposta Lambardi: «L’assetto in otto enti è insostenibile per le imprese»

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PORTOFERRAIO. «Tre Comuni per l’isola. Di certo la proposta di Lambardi è un primo passo per quella innovazione istituzionale di cui, all’Elba, finora non si è vista traccia». Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno, rilancia la proposta dei Comuni di versante all’Isola d’Elba. Del resto l’associazione che rappresenta gli industriali della provincia di Livorno era scesa in prima linea, pochi anni fa, per sostenere la battaglia per il Comune unico dell’Elba, terminata con la sconfitta del Sì al Referendum. «L’esigenza di eliminare il frazionamento dell’isola in otto Comuni resta, ed è sempre più urgente – spiega il direttore di Confindustria Livorno – la vicenda del contributo di sbarco è una fotografia di come il frastagliamento delle competenze e delle decisioni attraverso forze spesso uguali e contrarie porti a un nulla di fatto».

Nulla di fatto che, evidentemente, non è conciliabile con gli interessi delle imprese elbane, che hanno bisogno di scelte efficaci e rapide per restare competitive. «La verità – affonda il colpo il direttore di Confindustria Livorno – è che l’aspetto della rappresentanza politica e istituzionale è fondamentale per le imprese. Finché resterà dilaniata dai contrasti interni, l’Elba resterà invisibile».

Per Confindustria l’attuale assetto istituzionale è antistorico. Per questo l’associazione guarda con interesse alla proposta rilanciata dal sindaco di Campo nell’Elba Lorenzo Lambardi, relativa al passaggio dagli attuali otto Comuni a tre Comuni di versante (Portoferraio, Elba Ovest ed Elba Est). «Con otto Comuni non si riesce a fare progetti unitari in un contesto in cui si punta sempre di più ad accorpare e semplificare, basti vedere le Autorità portuali e le camere di commercio. L’Europa guarda alle macro regioni e alle città metropolitane, mentre all’Elba si resta divisi in otto. Non è un giudizio sull’operato di un sindaco piuttosto che di un altro, ma credo che l’Elba debba porsi il problema di come poter amministrare in un mondo che sta rapidamente cambiando».

Per il direttore di Confindustria la frammentazione amministrativa è un fardello che condanna l’Elba a non poter sfruttare a pieno le potenzialità di cui dispone. «L’Elba ha un impatto notevole sul prodotto interno lordo della Regione Toscana, ma la troppa frammentazione amministrativa finisce per ridurre il peso politico e il reale valore che l’Elba potrebbe e dovrebbe esercitare. In un certo senso credo che l’isola, con le attuali difficoltà, stia solo facendo un favore ad altre realtà turistiche».

Secondo il direttore di Confindustria il passaggio a tre Comuni sarebbe un passo necessario ed, eventualmente, una sorta di incubatore per un’ulteriore semplificazione. «Ritengo che la soluzione dei Comuni dei versante sia un passaggio con meno strappi rispetto alla soluzione del Comune unico – spiega – è importante che sull’isola si stia riaprendo il dibattito sulla semplificazione, mi auguro che si vada avanti in questo guardando più ai contenuti che ai vari posizionamenti politici. Nel 2013 il Comune unico ha perso? Qualunque proposta ha un valore anche rispetto al tempo in cui viene presentata. Credo che il tempo per un passaggio di questo tipo sia maturo e l’idea rilanciata da Lambardi meriti di essere approfondita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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