Sicurezza
Morì di amianto, Lucchini a giudizio
Claudio Leoni, scomparso a 65 anni, aveva lavorato in acciaieria
PIOMBINO. Si è svolta ieri al Tribunale di Livorno davanti al giudice Emilia Grassi un’udienza del processo per la morte di Claudio Leoni, pensionato Lucchini, ucciso da un mesotelioma pleurico poco più di un anno fa.
Davanti alla sezione civile del Tribunale, insieme ai suoi cari, tutelati dall’avvocato Fabrizio Callaioli, si sono trovati i familiari di altre vittime dell’amianto.
Amici e familiari indossavano magliette e reggevano uno striscione dal messaggio inequivocabile, per questa prima uscita ufficiale del comitato che si è recentemente costituito a Piombino.
Con loro, anche i rappresentanti dell’associazione “Ruggero Toffolutti per la sicurezza dei luoghi di lavoro” che con il comitato collabora.
Per l’azienda, difesa in giudizio dall’avvocato Paola Pucci, è stato ascoltato Luigino Placidi, responsabile della sicurezza.
In base alla documentazione prodotta dall’avvocato Callaioli, il magistrato gli ha chiesto conferma della presenza di amianto nella zona acciaieria, reparto in cui lavorava Leoni, scomparso a 65 anni per le conseguenze della malattia.
Placidi ha affermato di non essere nelle condizioni di rispondere con precisione alla domanda del giudice, riferendo poi di aver visionato una lettera inviata dalla direzione Lucchini all’Inail, nella quale si afferma che dai primi anni Ottanta in fabbrica non si è fatto più uso di asbesto.
La prossima udienza è stata fissata per il mese di aprile.
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