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Un’isola e tre Comuni, dibattito aperto

Un’isola e tre Comuni, dibattito aperto

L’idea della tripartizione piace anche a Simoni (Porto Azzurro) e a Galli (Rio Marina)

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PORTOFERRAIO. Se sul contributo di sbarco prevale la decisione. Ma sulla proposta rilanciata da Lorenzo Lambardi di un’Elba divisa in tre Comuni di versante, in nome della semplificazione amministrativa, i sindaci sono molto disposti a discutere. Del resto l’impasse sul contributo di sbarco ha dimostrato per l’ennesima volta come compiere decisioni strategiche per il territorio elbano, partendo da otto posizioni diverse, sia complicato e ormai poco sostenibile. Il primo ad esporsi in modo convinto sulla proposta dell’Elba tripartita è Luca Simoni, primo cittadino di Porto Azzurro e in passato schierato con il comitato del No al Comune unico. «Un solo Comune non era fattibile vuoi per l’estensione del territorio dell’isola, vuoi per le differenze tra le varie zone – racconta Simoni – ma il discorso cambia se si parla di tre Comuni. La proposta che ha lanciato Lambardi io l’avevo portata avanti nel 2003, quando ero presidente della Comunità montana dell’Elba . Sarei il primo a firmare, si tratta di un’ipotesi convincente». Sulla stessa linea il primo cittadino di Rio Marina, Renzo Galli: «Da tempo ritengo che suddividere l’isola in Comuni di evrsante sia la soluzione più adatta. Magari non so se è il momento di discuterla adesso, vista la situazione attuale sul contributo di sbarco».

Il dibattito è aperto, insomma. Ed è in corso una sorta di test preliminare: sul contributo di sbarco, infatti, stanno discutendo i tre Comuni più grandi (Portoferraio, Capoliveri e Campo), quelli che dovrebbero rappresentare le anime dei versanti elbani. Ecco, le premesse non sono incoraggianti. Ma si può sempre migliorare.

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