Il lutto
Ad Aferpi la fornitura di rotaie per Rfi
Lo stabilimento piombinese fornirà 84mila tonnellate per l’alta velocità alle Ferrovie
PIOMBINO. Aferpi attende ormai solo l’ufficializzazione del risultato della gara con Rfi (Rete ferroviaria italiana): fonti qualificate, rilanciate ieri da Siderweb, il portale della siderurgia, danno infatti per certa l’attribuzione alla società di Issad Rebrab di una commessa da 84mila tonnellate di rotaie per l’alta velocità.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.13009058:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/02/23/news/aferpi-niente-sciopero-il-primo-marzo-1.13009058]]
Si trattava del primo modulo del bando che vedeva in gara anche Voestalpine, Tata Corus e ArcelorMittal: l’acquisizione di questa commessa rappresenta un colpo importante per le Acciaierie, che in ottobre avevano firmato un contratto per l’approvvigionamento di blumi di qualità con la Jsw di Sajan Jindal, dopo che la società indiana aveva ottenuto l’omologazione del suo semiprodotto da parte delle Ferrovie italiane.
Condizione essenziale, appunto, per poter partecipare alla gara di Rfi. Del resto il mercato delle rotaie è quello che sembra più interessare Rebrab, considerando che il presidente di Cevital a questo proposito ha anticipato nei suoi progetti l’acquisto del nuovo treno di laminazione rotaie – la cui entrata in funzione era inizialmente prevista nel 2020 mentre ora viene fissata nel 2018 – per dedicare a questo settore il 60 per cento della produzione della futura acciaieria elettrica.
Del resto del forno e del nuovo treno rotaie Rebrab, arrivato mercoledì 24 mattina in stabilimento, ha continuato a discutere per tutta la giornata con i rappresentanti delle aziende che hanno presentato offerte per la realizzazione dei progetti.
Il primo marzo, al Mise, si capirà se i numerosi confronti di quest’ultimo periodo con le aziende interessate all’affare (Sms Demag e Paul Wurth, Danieli e Primetals) avranno consentito di approdare a una decisione definitiva.
Nell’incontro al ministero dello Sviluppo economico il sindacato chiederà di avere finalmente certezze proprio sui tempi di realizzazione degli impianti, e la puntualizzazione di un nuovo cronoprogramma che comprenda smantellamenti, smontaggi e l’avvio delle procedure per la realizzazione dell’impianto agroalimentare.
Il giorno dopo, 2 marzo, il sindacato terrà all’hotel Phalesia l’assemblea di tutti i lavoratori ex Lucchini, dalle 10,30 alle 14. Ieri intanto voci di nuovi pesanti dazi per le importazioni di acciaio in Algeria (si parlava del 15%) hanno provocato preoccupate reazioni dal mondo siderurgico, anche se in serata è arrivata la smentita dell’agenzia algerina delle dogane, che ha precisato trattarsi di una misura limitata al settore alimentare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
