Il Tirreno

Abusi e concussione, tanto rumore per nulla

Capoliveri: solo prescrizioni e assoluzioni al processo con 32 persone imputate Per anni sindaci, consiglieri e tecnici hanno sfilato davanti ai giudici: zero condanne

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CAPOLIVERI. Un terremoto giudiziario che, dopo undici anni, si è risolto in un nulla di fatto. È questo, infatti, l’esito del maxi processo che ha scosso per anni Capoliveri e che vedeva imputate ben 32 persone tra amministratori, consiglieri comunali, funzionari, imprenditori e proprietari di abitazioni per reati che vanno dall’abuso edilizio, abuso d’ufficio, fino al falso ideologico e alla concussione.

Di queste persone, rinviate a giudizio nel gennaio 2011 dal gup del tribunale di Livorno, nessuna è stata condannata (la maggior parte sono state prosciolte in seguito alla prescrizione dei reati, mentre Marco Marzorati e Roberta Gianni sono stati assolti per non aver commesso il fatto). Il tutto al termine di un dibattimento per il quale sono state celebrate ben diciotto udienze.

La vicenda. Il processo ha fatto seguito a un’indagine scattata nel 2005 e condotta dal sostituto procuratore Massimo Mannucci con la Finanza e relativa alle attività dell’ufficio tecnico del Comune di Capoliveri e in parte alle concessioni rilasciate sulla base dell’articolo 22 Ter del regolamento edilizio che consentiva ristrutturazioni e ampliamenti, in alcuni casi con cambi di destinazione d’uso, di strutture in degrado, anche dentro al Parco.

Gli ampliamenti agli immobili degradati e alle baracche, secondo l’accusa, oltre ad essere illegittimi sulla base del Testo unico dell’edilizia, avevano provocato un ingiusto vantaggio economico sia ai proprietari degli immobili, sia ai progettisti e ai direttori dei lavori. Ma sono la concussione e il falso i reati più gravi e al tempo stesso centrali per l’inchiesta, relativi a due episodi che hanno coinvolto il vice sindaco Carlo Cardelli, il responsabile dell’ufficio edilizia privata Federico Brugioni e l’ex vigile Fausto Guglielmi (i reati a loro attribuiti sono stati prescritti, tranne un capo d’imputazione per falso per i quali i tre sono stati assolti in formula piena). Per l’adozione e la successiva modifica del 22 Ter finirono sotto accusa per abuso d’ufficio anche il sindaco dell’epoca Paolo Ballerini e il suo predecessore (attuale sindaco) Ruggero Barbetti (entrambi sono stati prosciolti per intervenuta prescrizione assieme alla quasi totalità degli imputati).

L’epilogo. Con l’ultima udienza è definitivamente crollato l’impianto accusatorio, relativo alle ipotesi di reato più gravi (concussione e falso ideologico). Sono stati prosciolti per prescrizione l’ex responsabile dell’ufficio edilizia Brugioni e l’ex vigile urbano Guglielmi che erano stati accusati di aver esercitato una serie di pressioni per ottenere il cambio di uno studio tecnico che curava i condoni edilizi. Proscioglimento anche per l’allora vice sindaco Cardelli che, per l’accusa, aveva abusato della sua carica per indurre Melanie Sandler, titolare di una concessione per il nolo di mezzi balneari a Morcone, a fare da prestanome per avvantaggiare due clienti della sua agenzia immobiliare. Questa finta attestazione, secondo l’accusa, era funzionale all’ottenimento di permessi a costruire che, in virtù delle norme urbanistiche, potevano essere rilasciati solo a residenti da oltre cinque anni sul territorio capoliverese. I due clienti, due professionisti milanesi Marco Marzorati e Roberta Gianni difesi dall’avvocato Roberto Napoleoni e accusati del reato di concussione, sono stati assolti nel corso dell’ultima udienza per non aver commesso il fatto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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