Il Tirreno

ARCHEOLOGIA

Uno stand alla sagra sul restauro già fatto al “Signore del tempo”

di Cecilia Cecchi
Una delle tante visite al mosaico e allo scavo di Vignale Riotorto (foto Paolo Barlettani)
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Una delle tante visite al mosaico e allo scavo di Vignale Riotorto (foto Paolo Barlettani)

Ancora in attesa dell’autorizzazione per la campagna scavo. A Vignale si studiano le prossime attività, cercando fondi per proseguire lo studio a Vignale Riotorto

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PIOMBINO. L’attesa dell’autorizzazione per la campagna scavo 2016 non è ancora finita. Ma il progetto di “Uomini e cose a Vignale”, cioè degli archeologi dell'Università di Siena più le associazione locali procede secondo il programma, che ormai è quasi una tradizione. Conferma Federico Simoncini Ulivelli, per l’associazione “Fuori schema”, sempre a fianco di di Enrico Zanini ed Elisabetta Giorgi (sin da subito alla guida della ricerca archeologica): «Stiamo organizzando lo stand all’ingresso nella Pinetina per la sagra del carciofo ad aprile. Gli archeologi racconteranno quali sono stati gli interventi fatti proprio a chi, un anno fa, ha adottato una porzione di mosaico per il restauro».


Restauro e promozione. Declinazioni di crowdfounding per sostenere le ricerche sul mosaico, riscoperto nel 2014, che è riuscito a rendere ancor più prezioso il lavoro allo scavo della villa romana di Vignale (si scava e si studia da più di dieci anni). «Come sempre – aggiunge Simoncini Ulivelli – saranno organizzate iniziative di partecipazione, compresi incontri alla tenuta di Vignale e visite durante la campagna di scavo archeologico, che dovrebbe svolgersi tra settembre e ottobre».

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Aiòn. Per altro il restauro del mosaico del “Signore del tempo” di Vignale è, già da inizio febbraio, alla ricerca di nuovi finanziatori pure sul sito upaperlacultura.org (che mette in contatto il mondo dell'imprenditoria con i progetti culturali): intervento di largo respiro circa 100mila euro dal maggio 2016 a ottobre 2018. Ente promotore, certo, l’Università degli Studi di Siena - dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali. Diretto riferimento con Enrico Zanini: «L’obiettivo – ricorda Zanini – resta il restauro del grande mosaico, che decorava la sala di rappresentanza della villa tardoantica di Vignale. La storia, il passaggio al cristianesimo... e la sua straordinarietà che risiede nel tema iconografico rappresentato – sottolinea – la personificazione del tempo, Aiòn/Saeculum, raffigurato seduto sul globo celeste. Questa raffigurazione, finora ignota sui mosaici antichi, sembra essere il modello su cui si costruì, un secolo più tardi la raffigurazione del Cristo sul globo presente in molte delle absidi delle basiliche paleocristiane tra V e VI secolo». Senza poi fermarsi al “solo” restauro del mosaico, perché si punta a renderlo pienamente leggibile, per consentirne l’esposizione al pubblico come elemento centrale di un parco archeologico ad hoc.
 

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