Sicurezza
Contributo di sbarco, aumento in forse
La sezione abruzzese della Corte dei conti esprime un parere che rischia di rendere inutile il dibattito elbano
PORTOFERRAIO. Tanto rumore per nulla. Il caso del contributo di sbarco e delle conseguenti liti tra i sindaci di Portoferraio rischia concretamente di essere un esercizio fine a se stesso. E di trasformarsi in un vero paradosso. Il motivo sta in un parere espresso dalla sezione abruzzese della Corte dei conti, chiamata in causa dal sindaco di Giulianova, riguardo all’interpretazione della legge di stabilità.
Con una nota del 15 gennaio 2016 il sindaco del Comune abruzzese aveva infatti rivolto una richiesta di parere «concernente la corretta interpretazione delle disposizioni contenute nella legge di stabilità 2016 in tema di blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali degli enti locali – si legge nel testo del parere – Più precisamente, il Comune chiede di conoscere se tale limite all’imposizione fiscale trovi applicazione anche all’istituzione dell’imposta di soggiorno (la cui applicazione è alternativa al contributo di sbarco per i Comuni insulari ndr)».
In sostanza la Corte dei conti ha chiarito se, vista la volontà di tenere bloccati tributi e addizionali locali, la quota di prelievo dell’imposta di soggiorno sarebbe modificabile o meno. Il problema è di stretta attualità all’Elba, visto che i Comuni stanno cercando di trovare un accordo, per ora senza alcun successo, sull’aumento del contributo di sbarco a 2,50 euro (Ferrari ha proposto addirittura un aumento a 3,50 euro nei mesi estivi) Ebbene il parere della sezione abruzzese della Corte dei Conti è piuttosto chiaro. «Il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali per il 2016 – si legge nel parere della Corte dei conti – investe tutte le imposte, dirette e indirette, e tutte le forme di maggiorazione (variazione in aumento e nuova istituzione di tributi), inclusa la costituzione dell’imposta di soggiorno)».
Se si legge in modo letterale la stessa istituzione del contributo di sbarco sarebbe considerata illegittima. Insomma il parere, perché di questo si tratta, rende ancora più confuso il quadro nel quale si stanno muovendo i sindaci elbani alle prese con l’istituzione del contributo di sbarco. C’è il rischio che questa grande discussione, oltre a esporre gli amministratori a grandi scontri e a zero decisioni, si riveli persino inutile.
Qualora il parere della Corte dei Conti si dimostrasse vincolante le amministrazioni comunali avrebbero come unica possibilità applicare il contributo di sbarco a 1,50 euro. In questo contesto qualsiasi ipotesi di ripartizione e utilizzo del gettito del contributo, basata su un prelievo diverso da 1,50 euro, sarebbe irrealizzabile. (lu.ce.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google