Il Tirreno

A Marciana Marina si costruisce di più

Una veduta di Marciana Marina
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Una veduta di Marciana Marina

Molti bocciati e pochi promossi da Legambiente tra i comuni elbani per la ricerca Ispra sul consumo del suolo

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MARCIANA MARINA. Il territorio di Marciana Marina, secondo il rapporto sul consumo di suolo in Italia - dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) - è il Comune che sta peggio fra tutti quelli dell’arcipelago toscano. Infatti si colloca molto al di sopra della già altissima media nazionale. Ne dà notizia Legambiente arcipelago toscano, che riprende lo studio e la cartina - reperibile via web - pubblicata sempre da Ispra, puntualizzando che Marciana Marina, col suo minuscolo territorio che lo pone fra i più piccoli Comuni della Provincia per superficie, risulterebbe in gran parte occupato da seconde case.

Non stanno però meglio gli altri. Anche Porto Azzurro e Portoferraio (nonostante la disabitata Montecristo che ricade sotto la giurisdizione del Comune di Portoferraio) si piazzano sopra la media nazionale. Rio Marina, dove qualcuno si lamenta che si è costruito poco, è in media con il consumo di suolo nazionale; comunque molto più in alto di Comuni con un turismo più sviluppato. La sorpresa maggiore la incontriamo con il Comune di Capoliveri. L’ex paese minerario del versante orientale dell’isola, nonostante abbia fama di aver cementificato il proprio territorio e si sia costruito molto, si salva grazie al “polmone verde” del promontorio di Calamita. Campo nell’Elba abbassa la percentuale di territorio consumato grazie al massiccio del Capanne e a Pianosa. «Sorprende – continua la nota di Legambiente – il dato di Rio nell’Elba che mantiene un basso consumo di territorio, nonostante le speculazioni edilizie nelle immediate vicinanze del centro abitato del paese e nelle frazioni costiere».

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Buone notizie invece giungono da Marciana, che risulta, anche grazie al massiccio del monte Capanne, il Comune dell’Elba con meno consumo di territorio. Per cui agli antipodi della graduatoria troviamo le due municipalità marcianesi, almeno per quanto riguarda il territorio della maggiore isola della Toscana. I Comuni di Giglio e Capraia sono più virtuosi di quelli elbani. Essi infatti presentano un consumo di territorio che è meno della metà della media nazionale al Giglio/Giannutri e molto basso a Capraia. «Da una lettura dei dati del rapporto Ispra che comunque si fermano al 2012 emerge – aggiunge sempre Legambiente – che all’Isola d’Elba si è costruito molto nelle piane costiere, ma anche che l’istituzione del parco nazionale dell’arcipelago toscano ha svolto un grosso ruolo nel contenimento dell’assalto al territorio. Ricordiamoci che il suolo fornisce agli uomini servizi eco sistemici necessari al suo sostentamento, ma allo stesso tempo è una risorsa fragile la cui utilità la si riconosce nei casi calamitosi, per cui è bene – conclude Legambiente – salvaguardarlo».

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