Il dolore
De Ferrari: «Per ora paga solo l’Elba»
Albergatori infuriati per lo stallo. E scrivono anche le altre categorie: «Basta con queste liti, si trovi una soluzione»
PORTOFERRAIO. «Ognuno si assumerà le proprie responsabilità, qualora non si dovesse arrivare a un accordo sul contributo di sbarco. Sta di fatto che, comunque si inquadri la vicenda, l'immagine dell'Elba che ne uscirebbe da questa diatriba, risulterebbe compromessa». Se dovesse succedere un'altra fumata nera, sarebbe una debacle per la maggiore industria elbana, nel momento in cui si stanno gettando le basi della prossima stagione turistica. Massimo De Ferrari, presidente dell'associazione degli albergatori isolani, mette le mani avanti e avverte del rischio che si potrebbe correre nell'eventualità che dopo, infinite riunioni fra le otto municipalità elbane, non si dovesse raggiungere un'intesa. E anticipa che domani, lunedì 22 febbraio, dovrebbe aver luogo un'altra conferenza dei sindaci per affrontare la questione e cercare una soluzione condivisa. E intanto ieri pomeriggio le maggiori categorie economiche dell'Elba (Confcommercio, Confesercenti, Albergatori, Cna, Faita Campeggi, Coldiretti e Confindustria) hanno diramato un comunicato stampa, con il quale invitano i sindaci elbani a trovare un'intesa attorno al problema del contributo di sbarco. «I recenti dissidi tra i comuni in seno alla Gestione Associata del Turismo – scrivono - destano viva preoccupazione tra le associazioni di categoria, i cui rappresentanti venerdì pomeriggio si sono urgentemente incontrati per approfondire la questione, dopo l’ennesima fumata nera dell’organismo comprensoriale». Opinioni discordanti sulla sua operatività, sul grado di rappresentanza di ciascun comune e sull’applicazione del contributo di sbarco, la cui destinazione è stata recentemente modificata dalla legge, che prevede un suo impiego allargato anche alla cultura, al settore ambientale e della green economy, alla raccolta e smaltimento rifiuti, alla polizia locale ed alla mobilità nelle isole minori.
«L’opportunità riservata ai comuni turistici – continua la nota - con sede giuridica in questi territori, che possono scegliere tra l’applicazione della tassa di soggiorno o il contributo di sbarco, ha consentito all’Elba di optare per questa seconda imposizione, molto più equa e leggera per le tasche degli ospiti».
Il suo gettito, di fondamentale importanza per la promozione turistica del territorio elbano la cui economia è basata quasi esclusivamente su questo comparto, rappresenta una certezza dopo la soppressione dell’Apt.
«È pertanto necessario che questa diatriba tra il Comune di Portoferraio e gli altri sette municipi elbani, con Capoliveri a capofila della Gestione Associata, rientri quanto prima, in quanto la stagione turistica è alle porte e così facendo si corre il serio rischio di comprometterla. Gli operatori del settore, che ne conoscono molto bene le dinamiche, sanno quanto sia importante intervenire nei modi e nei tempi giusti, per ottenere risultati positivi. Purtroppo questa contrapposizione tra le parti sta paralizzando l’operatività dell’organismo in un momento cruciale come quello pre-stagionale, e le conseguenze potrebbero arrecare grave danno economico alle imprese e a molte famiglie elbane. Come quasi sempre succede tra due contendenti, anche in questo contesto la verità sta nel mezzo e il raggiungimento di una rapida intesa deve essere obiettivo primario di tutti gli amministratori elbani».
Dopo aver ribadito l’importanza della Gestione Associata del Turismo e il mantenimento del contributo di sbarco, che comunque non deve però superare per il 2016 l’importo di 2 euro e 50 gli operatori affermano che il valore ponderale di ciascun comune deve ispirarsi a criteri di equità e solidarietà.
«È vero – prosegue la nota - che i comuni dotati di porto e il capoluogo in primis, subiscono lo stress ed i danni derivanti dalla ingente movimentazione, per cui è giusto che questa condizione venga adeguatamente compensata in termini economici, con risorse individuabili tra quelle da destinarsi direttamente a ciascun comune, oppure attingibili dal fondo per le opere comprensoriali.
«È infine auspicabile - concludono le categorie economiche dell’Elba - che l’esito di tali investimenti, così come l’impiego delle risorse destinate alla promozione e all’accoglienza, vengano chiaramente rappresentati e discussi con le categorie economiche, affinché se ne possano apprezzare i risultati e, eventualmente, apportare i giusti correttivi qualora questi non fossero stati soddisfacenti. In tal senso – conclude il comunicato - un’opera di monitoraggio e di feed back in merito ai risultati dell’attività annuale di ogni campagna promozionale appare assai utile e raccomandabile, in modo tale da avere contezza che gli obiettivi vengano centrati».
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