Sicurezza
«Attività dismesse bene il recupero»
I 5 Stelle: prediligere operazioni come quella per la Comer «E per il centro commerciale va creato un legame col paese»
VENTURINA. Daniele Fioretti e Cristina Chesi del Movimento 5 Stelle di Campiglia intervengono sul tema dell’urbanistica, molto dibattuto in questi giorni.
«Molto spesso le aree dismesse creano dei vuoti urbani che vengono percepiti dalla popolazione come zone degradate e pericolose. Queste aree dovrebbero essere oggetto di una riqualificazione che attribuisca loro una nuova destinazione d'uso. Solo a Venturina le aree dismesse con edifici fatiscenti sono molteplici, basti pensare alla via Cerrini che per chi giunge in treno alla stazione di Campiglia, non è sicuramente un buon biglietto da visita, per non parlare del tratto che comprende l'ex Comer all'inizio di Venturina Nord in prossimità delle Terme. Il recupero delle stesse pertanto è attività di pubblica utilità e di interesse generale. La legge di governo del territorio attribuisce infatti alle aree compromesse un ruolo chiave per la ri-valorizzazione del territorio, rivolgendo l'attenzione all'utilizzazione ottimale delle risorse territoriali e alla conseguente minimizzazione di consumo di suolo libero. Partendo dai principi dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità ambientale dell'abitare, ha assunto come riferimenti essenziali la minimizzazione dell'uso di nuovo territorio attraverso una migliore utilizzazione delle aree già urbanizzate e dei volumi edilizi esistenti ed il recupero delle aree dismesse,degradate o abbandonate, con priorità su ogni altra forma di edificazione. Teoricamente un'opportunità di creare un secondo centro storico attaccato a quello esistente parrebbe fattibile, nella pratica i vari tentativi di riqualificazione naufragano tra mille ritardi. La proliferazione di centri commerciali è molto più semplice, perché i comuni devono confrontarsi con un solo imprenditore che decide: ci riferiamo al progetto di ampliamento del centro commerciale in prossimità del supermercato Conad. Pur non disdegnando un ulteriore incremento al settore commerciale, sorge il problema di come rendere questi centri collegati al tessuto urbano e al contesto esistente. È giusto,avere centri abitati che si svuotano per la concorrenza dei centri commerciali? Una soluzione è quella che già si vede sul mercato, soprattutto all'estero: molti centri commerciali di nuova generazione stanno uscendo dallo schema di scatolone chiuso e si stanno trasformando in lifestyle center che dialogano con il resto della città. Sarà questa Amministrazione,in grado di gestire ottimamente un progetto così ambizioso?»
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